CURTATONE – Una struttura che apre le porte ai giovani, con l’obiettivo di accompagnarli dalla scuola al lavoro e trasmettere un patrimonio di competenze costruito in oltre sessantacinque anni di attività. È cominciato questa mattina, davanti a una platea di studenti, il programma di eventi di inaugurazione della nuova Accademia di Predari Vetri, una delle aziende leader a livello nazionale nel proprio settore, quello del vetro per serramenti e per architettura: tre giornate di incontri con cui l’azienda presenta uno spazio dedicato alla formazione, al confronto e alla conoscenza di questo mondo. A portare i saluti delle amministrazioni locali sono intervenuti nella nuova struttura di via dell’Artigianato 18 a Curtatone, la vicesindaco di Curtatone Sofia Pantani e l’assessore al Bilancio e allo Sviluppo economico di Mantova Giovanni Buvoli.
A introdurre e raccontare brevemente la storia dell’impresa, un video che ha visto protagonista la famiglia fondatrice, partendo da Roberto Predari e Renata Pedrazzoli, che hanno dato inizio all’attività nel 1960, per arrivare agli attuali amministratori delegati Davide e Daniele Predari, appartenenti seconda generazione e a Massimiliano Predari, figlio di Daniele, che fa parte della terza.
L’Accademia ospita un auditorium, una sala riunioni e un museo d’impresa, che racconta il percorso dalla dimensione artigianale delle origini all’attuale realtà industriale. Ma la sua funzione guarda soprattutto a chi quella storia potrà continuarla, entrando in azienda e imparando un mestiere.
«L’idea è nata più o meno due anni e mezzo fa – spiega Davide Predari – con l’intento di creare uno spazio dove portare avanti la formazione del nostro personale interno, che fosse anche un luogo di ritrovo, di condivisione e un punto di aggregazione del territorio, con fornitori e clienti».
L’Accademia sarà aperta anche a professionisti, progettisti, serramentisti, clienti e fornitori, con attività su tecnologia, sostenibilità e nuove applicazioni del vetro.
La scelta di cominciare dagli studenti dà una direzione precisa all’iniziativa. «Vogliamo che Predari sia attrattiva per un ragazzo che esce dalla scuola e metterlo nelle migliori condizioni possibili per crearsi una professione, delle competenze e poter pensare di rimanere in azienda a svolgere la propria carriera», sottolinea Davide.
A sostenere questo percorso è il “metodo Predari”, un prezioso lavoro di raccolta e trasmissione delle conoscenze maturate dalla famiglia e dai collaboratori. L’esperienza quotidiana è stata tradotta in procedure scritte, fotografie e video, con strumenti vicini anche alle abitudini di apprendimento dei più giovani. «Tutto quello che è incluso nel metodo è creato dagli operatori stessi – racconta Davide –. Uniamo le competenze del passato con le competenze e la visione nuova dei ragazzi che ci sono oggi in azienda». Un sapere che viene dunque discusso, aggiornato e condiviso quasi quotidianamente da chi lavora nei reparti e che permette una formazione decisamente più veloce per i nuovi arrivati.
L’obiettivo infatti è quello di trovare e preparare più velocemente nuove professionalità mentre una generazione di lavoratori lascia il posto alla successiva. «Chi aveva costruito con noi l’azienda man mano è andato in pensione», osserva Daniele Predari. Un ricambio che ha richiesto un impegno sia nella preparazione del personale sia nell’integrazione di collaboratori provenienti da Paesi e culture differenti.
Per Daniele Predari, il rapporto con la scuola deve diventare esperienza sul campo. «Quando abbiamo fatto gli stage abbiamo cercato sempre di renderli operativi e ha pagato: anche qui ci sono ragazzi che hanno fatto gli stage all’interno dell’azienda e poi sono tornati terminata la scuola». Il punto è far conoscere le opportunità offerte dal lavoro in fabbrica, spesso poco visibili a chi deve scegliere il proprio futuro. «All’interno delle attività produttive c’è la possibilità di sviluppare professionalità fino ad arrivare ai livelli più alti».
Le collaborazioni con gli istituti mantovani sono avviate da anni, così come il rapporto con il Politecnico di Milano. Percorsi che, sottolinea Daniele Predari, mantengono il loro valore anche quando non sfociano in un’assunzione, perché aiutano i ragazzi ad affrontare il passaggio dagli studi all’occupazione.
La prima giornata ha visto anche una sorpresa, ovvero una performance artistica tra danza, teatro e spettacolo curata dall’Officina delle Arti di Mantova diretta da Manuela Binco.
Il programma inaugurale prosegue questa sera con clienti e ospiti dell’azienda; domani sarà dedicato a clienti e partner, con un appuntamento per Glass Group e fornitori, mentre sabato toccherà al Glass Group e alla formazione. Nella seconda giornata l’auditorium sarà intitolato alla memoria di Fabrizio Da Col, per ricordare un legame professionale e umano che ha accompagnato il cammino di Predari Vetri.


















