Aumentano le auto nel mantovano, ma in 10 anni spariti 100 autoriparatori

MANTOVA – L’Italia resta il Paese europeo con la più alta densità di automobili: 701 vetture ogni mille abitanti, sette ogni dieci persone. Il parco circolante ha superato i 41,3 milioni di mezzi e negli ultimi dieci anni è cresciuto di oltre 4,2 milioni di unità (+11,5%). A certificarlo è l’Ufficio studi della CGIA di Mestre, che evidenzia anche un altro primato meno lusinghiero: tra i grandi Paesi Ue l’Italia ha uno dei parchi auto più anziani, con il 24,3% delle vetture oltre i vent’anni (peggio solo la Spagna).

A fronte di questo scenario, ci si aspetterebbe un aumento delle attività di manutenzione. Invece accade l’opposto. Nel 2024 le imprese di autoriparazione (carrozzieri, meccanici, gommisti, elettrauto) sono scese a poco più di 75.200 unità, contro le 83.700 del 2014: circa 8.400 in meno, pari a un calo del 10% in un decennio.

Il dato diventa ancora più significativo se calato nel territorio mantovano. In provincia di Mantova gli autoriparatori sono passati da 633 a 539 tra il 2014 e il 2024: 94 attività in meno, con una flessione del 14,8%, superiore alla media nazionale. Una contrazione che stride con l’andamento del parco auto regionale. In Lombardia, infatti, le vetture sono cresciute da 5.879.632 a 6.426.326 nello stesso periodo: +546.694 mezzi, pari a un incremento del 9,3%.

Più auto in circolazione, dunque, ma meno officine. Un paradosso solo apparente. Le cause sono strutturali: la crescente complessità tecnologica dei veicoli – tra elettronica avanzata, centraline, sistemi Adas e diffusione di ibrido ed elettrico – impone investimenti onerosi in attrezzature e formazione. Non basta più la competenza meccanica tradizionale: servono software diagnostici, aggiornamenti continui e competenze informatiche. Per molte piccole officine indipendenti l’esborso di decine di migliaia di euro non è sostenibile.

Si aggiunge il nodo generazionale: pochi giovani scelgono i mestieri artigiani, percepiti come faticosi e meno attrattivi rispetto ad altri percorsi. Inoltre le auto moderne richiedono meno manutenzione ordinaria rispetto al passato, con intervalli di tagliando più lunghi e componenti più durevoli. Meno interventi significa minori margini.

Il risultato, sottolinea la Cgia, è un progressivo assottigliamento della rete di autoriparatori proprio mentre il parco circolante aumenta e invecchia. Per invertire la rotta servirebbero incentivi alla formazione tecnica, sostegni agli investimenti in tecnologia e una rinnovata valorizzazione del mestiere artigiano, soprattutto in territori come Mantova, dove la riduzione delle officine procede più veloce della media nazionale.