Prestiti bancari alle imprese in aumento, ma non a Mantova: calo di 160mln

MANTOVA – Il credito torna a crescere, ma non per tutti. Secondo l’analisi dell’CGIA, tra novembre 2024 e novembre 2025 gli impieghi vivi erogati dalle banche alle imprese italiane sono aumentati di 5 miliardi di euro (+0,8%). Un segnale di inversione dopo la lunga fase di contrazione legata prima alla pandemia e poi alla stretta monetaria della Banca Centrale Europea.

Nel Mantovano, però, il quadro resta in negativo. In provincia di Mantova i prestiti alle imprese sono diminuiti di 160 milioni di euro, pari a un -2,3%. Un dato che colloca il territorio tra quelli che non hanno ancora agganciato la ripresa del credito, in linea con quanto accade in molte aree del Nord, specialmente in Veneto, dove si è registrato il calo più significativo a livello assoluto (-1,8 miliardi). Un dato, quello virgiliano, che è invece in controtendenza con quanto accade in Lombardia, dove c’è stato un aumento di 3,8 miliardi.

Il dato più critico riguarda le microimprese, ossia le realtà con meno di 20 addetti, che rappresentano il 98% del tessuto produttivo nazionale e oltre la metà dell’occupazione privata. A livello nazionale, per questa platea i finanziamenti sono calati di 5 miliardi (-5%). Nel Mantovano la flessione è stata di 64 milioni di euro (-4,6%), confermando una tendenza strutturale: le banche tornano a finanziare le imprese medio-grandi, ma continuano a chiudere i rubinetti verso artigiani, piccoli commercianti e partite Iva.

La ricerca evidenzia come la crescita degli impieghi si concentri sulle aziende più patrimonializzate e strutturate, dotate di rating migliori e maggiore capacità di interlocuzione con gli istituti di credito. Le micro realtà, invece, sono penalizzate da diversi fattori: maggiore volatilità dei ricavi, minore capitalizzazione e più alta esposizione al ciclo economico. In un contesto di tassi ancora elevati e di attenzione alla qualità degli attivi bancari, il rischio percepito resta alto.

Pesano anche le regole prudenziali di Basilea III, che impongono maggiori accantonamenti per i prestiti considerati più rischiosi, e i costi operativi delle istruttorie, che incidono proporzionalmente di più sui finanziamenti di piccolo importo. Inoltre, la progressiva concentrazione del sistema bancario e la riduzione degli sportelli hanno indebolito il modello di banca territoriale, storicamente più vicina al tessuto delle piccole imprese mantovane.

C’è poi un elemento di domanda: molte microimprese, dopo la stagione dei sostegni pubblici, hanno ridotto gli investimenti e preferito autofinanziarsi, rinviando nuovi progetti anche per effetto del costo del denaro.

Il risultato è una ripresa a due velocità. Se in alcune regioni — come Lazio, Calabria e Valle d’Aosta — i prestiti crescono in modo significativo, nel Mantovano il sistema produttivo più minuto continua a fare i conti con un credit crunch che non sembra ancora superato.