ROMA – Latte a 54 centesimi di euro a litro a gennaio, a 53 centesimi a febbraio e a 52 a marzo. È questo l’accordo sul prezzo del latte raggiunto al tavolo ministeriale attorno a cui il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha riunito le associazioni rappresentative della filiera lattiero-casearia, dagli allevatori all’industria della trasformazione dopo che le quotazioni a novembre erano scese sotto i 48 centesimi di euro al litro.
L’intesa prevede anche un pacchetto di aiuti per l’internazionalizzazione e la messa a punto di un meccanismo per non sforare rispetto alla propria media produttiva.
L’incontro tra le parti si era reso necessario dopo che il prezzo spot del latte era crollato dai 68,3 centesimi al litro di luglio ai 47,9 centesimi di novembre. A causare questa caduta libera è stato l’aumento della produzione di latte in altri Paesi europei, in particolare Germania, Francia e Olanda.
“Il Masaf – si legge nel comunicato del Ministero – come sempre per quanto di sua competenza, assicura il suo sostegno alla filiera attraverso plurime misure come il bando indigenti, con campagne di comunicazione dedicate, ma soprattutto affiancando le imprese nell’incessante lavoro di internazionalizzazione e di promozione dei prodotti lattiero-caseari in Italia e all’estero”.
BEDUSCHI: “ACCORDO SEGNALE DI MATURITA’ DI TUTTA LA FILIERA”
“Un accordo che dimostra la maturità di tutta la filiera lattiero casearia, la capacità di mediazione del ministro Lollobrigida e che dalla Lombardia, regione che da sola produce metà del latte italiano, non può che essere accolto con grandissima soddisfazione dopo settimane di incertezza” – commenta l’assessore all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste della Lombardia Alessandro Beduschi.
“Da sottolineare -prosegue- che tutti i soggetti hanno accettato di spalmare, dopo anni di boom, qualche sacrificio sull’intera filiera, senza penalizzare la parte più fragile della stessa, quella degli agricoltori”.
“L’idea di lasciare del latte disdettato in stalla -conclude Beduschi- era culturalmente inaccettabile. Grazie a scelte condivise si sono evitate speculazioni, tutelando un settore che continua a darci soddisfazioni, con export a doppia cifra e prodotti DOP di altissima qualità”.
COLDIRETTI: “INTESA FONDAMENTALE PER DARE PROSPETTIVE ALLE STALLE”
“Il raggiungimento di un’intesa sul prezzo è fondamentale per dare prospettive alle stalle e raggiungere l’obiettivo di non lasciare a terra neppure un litro di latte, dopo le incertezze delle ultime settimane che rischiavano di compromettere il futuro di un settore cardine del made in Italy a tavola”. E’ il commento di Coldiretti all’intesa raggiunta al tavolo latte convocato dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, a cui va il ringraziamento dell’organizzazione così come all’industria lattiero casearia per il senso di responsabilità dimostrato.
“La provincia di Mantova, con una produzione di latte che nei primi nove mesi dell’anno ha sfiorato quota 891mila tonnellate, è la terza provincia in Italia per volumi, alle spalle di Brescia e Cremona – ricorda il presidente della Federazione provinciale di Coldiretti, Fabio Mantovani -. Con 947 allevamenti sul territorio, dei quali un centinaio in collina, e un patrimonio zootecnico di 107.000 vacche da latte, pari al 7% del totale nazionale, Mantova è l’unica provincia in Italia che produce le due grandi Dop casearie a pasta dura, Grana Padano e Parmigiano Reggiano”. “E a filiera lattiero casearia – prosegue Mantovani – ha bisogno di stabilità ed equilibrio e, allo stesso tempo, deve poter rafforzare la propria presenza all’estero attraverso azioni di sostegno all’internazionalizzazione, previste nel piano siglato ieri al ministero dell’Agricoltura”.
Con un sistema di oltre 5mila stalle – conclude la Coldiretti regionale – la Lombardia produce quasi metà del latte nazionale (46%), trasformato in gran parte in formaggi Dop di eccellenza e usato anche per tantissimi prodotti freschi.
















