MANTOVA – Il blocco delle spedizioni di vino per i super-dazi di Trump potrebbe costare alle cantine mantovane circa 1,6 milioni di euro, che è il valore delle esportazioni di vino mantovano nel 2024 verso gli Usa (fonte: elaborazione Coldiretti Mantova su dati Istat). Le esportazioni complessive di bevande da Mantova nel 2024 hanno superato i 71 milioni di euro.
Il settore vitivinicolo si presenta in apnea all’incognita del 2 aprile, data dalla quale la Casa Bianca ha annunciato di voler applicare barriere tariffarie del 200%, e al 57° Vinitaly, che si aprirà domenica 6 aprile a Verona e dove sono attesi 30mila buyer da 140 nazioni.
“Aspettiamo cosa accadrà il 2 aprile, ma sono fiducioso che la diplomazia riesca a trovare una soluzione per evitare i dazi – commenta Andrea Virgili, presidente del Consorzio Vini Mantovani, iscritto a Coldiretti -. Il governo Meloni e la stessa presidente del Consiglio si stanno muovendo bene e mi auguro che si possano evitare tariffe che potrebbero rivelarsi dannose per l’export”.
Il vino mantovano intanto si presenta a Vinitaly con le Cantine Virgili, Gozzi, Ricchi, Gorzoni, Casa Primavera, Lebovitz, Quistello e Casa Primavera, con l’obiettivo di promuovere il prodotto del territorio e le ultime novità, cercando di consolidare il mercato e di inaugurare, se possibile, nuove rotte commerciali. “Come Consorzio Vini Mantovani – annuncia Virgili – punteremo sulla sperimentazione a livello territoriale, sostenendo la qualità, ma aprendo anche ad alcune novità. Questo significa il terreno inedito dei vini dealcolati, ma pure nuovi prodotti, anche mettendo insieme le due zone produttive di Mantova, l’Alto e il Basso mantovano”.
A livello nazionale i dazi sul vino verso gli Usa potrebbero costare 6 milioni al giorno alle cantine italiane, con un danno economico immediato al quale rischia di aggiungersene uno a livello strutturale, con la perdita del posizionamento del prodotto sugli scaffali statunitensi