GRAZIE (CURTATONE) – Il riverbero delle fiaccole nell’oscurità del lago, la raffigurazione mariana che emerge lenta e icastica dalla giungla inchiostro dei fiori di loto, seguita dal luccicante corteo di barche a remi, canoe e tavole sup, sono alcune delle immagini impresse nella memoria degli spettatori presenti ieri sera all’arrivo dell’icona della Madonna delle Grazie dalle acque di Rivalta fino al Santuario.
Un’iniziativa attesa quella della sera del 14 agosto, con l’adesione di decine di persone e la presenza del vescovo Marco Busca, che ha guidato la processione fluviale e il momento di preghiera all’arrivo, intorno alle 22. L’acqua, come elemento simbolico e segno di vita e rinascita, è stata al centro della cerimonia: la benedizione del lago, la gettata della croce vegetale, la lettura del Vangelo secondo Giovanni e l’affidamento alla Madonna delle intenzioni personali hanno scandito i gesti del rito, accompagnati dal suono delle campane del Santuario e dal coro diretto dal maestro Daniele Anselmi.
Nel suo intervento, il vescovo ha offerto una riflessione sul significato di Maria nella vita del credente: «Maria e Gesù insieme – ha ricordato – lui nostro amico e Salvatore, lei madre di Gesù e madre nostra. Dove è apparsa non ha mai posto l’attenzione su di sé, ma ha sempre indicato Gesù». Riprendendo il Vangelo, Busca ha sottolineato come sotto la croce, nel momento in cui Maria sembrava perdere la sua maternità, Gesù le abbia affidato una nuova missione: «estendere quella maternità a tutti noi. Questa sera la Madonna delle Grazie dice a ciascuno: portate nel cuore Gesù, come io l’ho portato in me». Un messaggio che si lega alla vita quotidiana: «Il senso della nostra vita è portare amore a qualcuno, essere segni di bene per chi incontriamo», ha detto il vescovo.
«Anche restare al proprio posto nelle difficoltà – ha aggiunto – può essere un modo di essere fedeli. Maria è rimasta sotto la croce, e ci invita a fare lo stesso quando la fatica si fa sentire». Infine, un pensiero per chi vive in situazioni di conflitto. «Affidiamo le nostre lacrime e quelle di chi soffre alla Madonna delle Grazie – ha concluso Busca – unendoci anche alla presenza dei ragazzi ucraini e della famiglia arabo-israeliana qui con noi».
Antonia Bersellini Baroni