Accordo sul prezzo del latte: Mantova terza in Italia per produzione

MANTOVA – Una svolta decisiva per le stalle italiane arriva dal tavolo convocato al Ministero dell’Agricoltura (Masaf). L’accordo raggiunto fissa il prezzo del latte a 47 centesimi al litro (più qualità e IVA) per i prossimi tre mesi, garantendo il ritiro delle disdette contrattuali che minacciavano la stabilità del settore.

Mantova sul podio nazionale

Il risultato è particolarmente significativo per la provincia di Mantova, che si conferma un gigante della zootecnia. Secondo i dati diffusi dal presidente di Coldiretti Mantova, Fabio Mantovani, la provincia virgiliana è la terza in Italia per volumi prodotti, con oltre 1.161.603 tonnellate consegnate nel 2025, posizionandosi subito dopo Brescia e Cremona.

«Siamo di fronte a un risultato fondamentale – commenta Fabio Mantovani – ottenuto grazie all’impegno costante di Coldiretti. La nostra filiera conta 23mila aziende zootecniche e 1,5 milioni di vacche da latte: dare stabilità a questo patrimonio è una priorità strategica».

I punti chiave dell’intesa

L’accordo, siglato alla presenza del presidente nazionale Ettore Prandini e del ministro Lollobrigida, prevede:

  • Prezzo fisso: 47 centesimi/litro per un trimestre.
  • Stop alle disdette: Impegno al rispetto dei contratti esistenti per evitare speculazioni.
  • Gestione eccedenze: Il latte conferito in eccesso rispetto allo scorso anno sarà pagato al prezzo “spot”, con verifiche dell’ICQRF contro le pratiche sleali.
  • Tutela della qualità: Oltre la metà del latte italiano è destinata alla produzione di eccellenze DOP (come Grana Padano e Parmigiano Reggiano), che richiedono investimenti costanti degli allevatori.

Una barriera contro i rincari

L’intesa arriva in un momento critico, segnato dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime dovuto alle tensioni geopolitiche. «Il prezzo concordato e il ritiro delle disdette sono segnali concreti di responsabilità lungo tutta la filiera», ha dichiarato Ettore Prandini.

L’obiettivo per i prossimi mesi sarà garantire che ogni anello della catena produttiva riceva il giusto valore, proteggendo il reddito degli allevatori e la distintività del latte italiano, pilastro insostituibile dell’agroalimentare nazionale.