Acquanegra, ponte chiuso, imprese allo stremo: protesta di sindaci e imprenditori

ACQUANEGRA SUL CHIESE – Il sit‑in di questa mattina sul ponte Calvatone–Acquanegra sul Chiese, ancora chiuso dopo tre anni, ha riportato al centro dell’attenzione una situazione ormai insostenibile per imprese, lavoratori e comunità locali. Sul posto erano presenti il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio e la sindaca di Calvatone Valeria Patelli, insieme a imprenditori e cittadini esasperati.

La chiusura del manufatto, in vigore dal giugno 2023, ha generato danni economici pesantissimi: fornitori e clienti costretti a lunghi percorsi alternativi, aumento dei costi per il carburante, difficoltà logistiche che colpiscono in particolare attività alimentari, meccaniche e agricole. «Una vergogna», ha dichiarato Torchio, ricordando le ricadute negative anche sui rapporti tra gli ospedali di Bozzolo e Asola e la totale assenza di ristori.

Patelli ha chiamato in causa la politica “nel suo complesso”, sottolineando come la popolazione sia ormai furibonda per un’attesa che sembra infinita. «Quando le istituzioni perdono la faccia, non ce n’è più per nessuno – ha aggiunto Torchio – Meglio non parlare degli inesistenti ristori e della presa in giro: una ricostruzione di emergenza a Pula in Sardegna avviene in tre giorni mentre nel profondo Nord non avviene in tre anni nonostante le palanche pronte e l’Esercito in movimento… intanto sempre meno persone han fiducia della politica e pochi vanno a votare … facciamoci una domanda».

Accanto ai sindaci, sono intervenuti anche gli imprenditori Maurizio Bardella (alimentari bar pasticceria), Roberto Malcisi (macchine agricole) e Simone Visini (fabbrica mezzi agricoli, rimorchi, carri foraggeri ed attrezzature), che hanno denunciato gli effetti devastanti della burocrazia: ritardi, incertezze, costi crescenti e una prospettiva di ripartenza che continua a spostarsi in avanti.

Nonostante il recente via libera dell’Esercito, infatti, il cronoprogramma del nuovo ponte Bailey sull’Oglio slitta alla primavera 2027. Lo Stato Maggiore ha autorizzato la Provincia di Cremona a procedere in autonomia per accelerare l’iter, ma questa scelta comporta nuove responsabilità tecniche: redazione della relazione strutturale, fascicolo dell’impalcato, prove sui materiali e verifiche secondo normative più stringenti.

Intanto, mentre il ponte resta chiuso e i costi aumentano, cresce la sfiducia verso le istituzioni. E la domanda che molti, oggi sul ponte, si sono fatti è la stessa: quanto ancora dovrà aspettare un territorio già messo in ginocchi