MANTOVA – Opere commissionate, o ricevute tramite donazione, o in qualche altro modo entrate nel catalogo dell’Ospedale Grande di Mantova, poi “Carlo Poma”, dal Quattrocento a oggi. Diciannove in totale, tutte ospitate in varie sale di Palazzo Ducale e del Castello di San Giorgio, e da oggi riprodotte fedelmente anche nella hall del “Poma”, nello spazio Hallart, prima di trovare una collocazione definitiva in altri spazi di Asst Mantova, probabilmente alla nuova casa di comunità cittadina. La collezione del Poma sbarca dunque… al Poma, grazie alle riproduzioni fotografiche di alcuni dipinti di proprietà di Asst. Lo spazio espositivo Hallart inaugura la sua quattordicesima mostra, raccontando il patrimonio artistico di Asst Mantova custodito a Palazzo Ducale. Il momento di inaugurazione si è tenuto questa mattina alla presenza del Direttore Generale di Asst Mantova Anna Gerola, del Direttore di Palazzo Ducale Stefano L’Occaso e dell’Assessore al Welfare e Vicesindaco di Mantova Chiara Sortino.
L’esposizione è visitabile fino al primo ottobre e ha l’intento di fare conoscere alla cittadinanza e ai professionisti dell’azienda le opere d’arte di proprietà del Carlo Poma che si trovano nel museo cittadino. Si tratta di 19 dipinti realizzati fra il XV e il XVIII secolo, esposti quasi tutti in una sala dedicata del palazzo, nell’Appartamento dell’Imperatrice, dove è stata individuata una sistemazione definitiva nel 2008. La mostra consente di ammirare le riproduzioni fotografiche, a cura di Mario D’Anna, delle principali opere che fanno parte della raccolta. Fra gli autori dei quadri, Giuseppe Bazzani, Bernardino Malpizzi, Otto van Veen, Lucrina Fetti, Pietro Martire Neri, Carlo Preda, Dionisio Mancini, Leonardo Micheli.
L’ospedale di Mantova, nato alla metà del Quattrocento nel quartiere di San Leonardo ha subito nel corso dei secoli, soprattutto nei tormentati decenni a cavallo tra Sette e Ottocento, numerosi spostamenti. “Dalle origini dell’ospedale – spiega L’Occaso – ci giunge probabilmente lo stendardo quattrocentesco raffigurante il Cristo risorto, esposto al piano terra del castello: è un dipinto a tempera su tela e si basa su una stampa di Mantegna solitamente datata al 1472. Ai primi dell’Ottocento l’ospedale prese sede nel complesso di Sant’Orsola, dove erano presenti ancora alcune opere d’arte di pertinenza della chiesa, fondata per le Orsoline agli inizî del XVII secolo, da Margherita Gonzaga d’Este, sorella del duca Vincenzo I e vedova del duca di Ferrara Alfonso II. Alcune opere allora raccolte in Sant’Orsola furono acquisite dall’Ospedale, che accrebbe così la sua collezione. Sappiamo inoltre che in seguito, e soprattutto nel XIX secolo, vi sono state delle donazioni, attraverso le quali la raccolta è ulteriormente aumentata”.
La mostra è un’occasione per rinforzare il senso di appartenenza di tutti a una storia comune, come sottolinea Gerola: “Questo vale per i cittadini e per gli operatori. Vorrei inoltre rimarcare l’importanza della sinergia con le istituzioni, in questo caso la collaborazione di lungo corso con Palazzo Ducale che ci permette di fare memoria delle nostre radici e anche di co-progettare percorsi di welfare culturale, attraverso visite guidate dedicate ad alcune categorie fragili di utenti seguiti dai nostri servizi, in particolare dai consultori familiari”. Sortino aggiunge: “Sono lieta di partecipare a questo evento. Lo spazio espositivo dimostra che l’ospedale non è solo un luogo di sofferenza, ma anche un luogo in cui si può trovare la bellezza. E la comunità in questo modo diventa ancora più compatta”.
Lo spazio Hallart è nato nel 2022, ideato dall’area Ufficio stampa e comunicazione di Asst nell’ambito di un suo progetto più ampio – ‘Arte in ospedale’, a partire dal 2009 – che porta la bellezza nei luoghi di cura, attraverso la decorazione delle strutture aziendali, l’organizzazione di eventi anche convegnistici, l’ideazione di progetti laboratoriali per pazienti, operatori e volontari accompagnati da studi clinici relativi all’impatto di queste esperienze sul benessere di chi le vive, in collaborazione con i musei cittadini. Spiega la responsabile dell’area Elena Miglioli: “Con questo spazio nel cuore dell’ospedale, oltre a diffondere l’arte come strumento terapeutico, vogliamo favorire la partecipazione della comunità, mediante un dialogo costante con i nostri professionisti e le nostre strutture. Al termine delle mostre, le opere esposte ci permettono di realizzare gallerie permanenti nelle strutture di Asst. Per restare in tema di radici storiche, nel corridoio che collega il blocco D alla hall raccontiamo, proprio grazie a un allestimento stabile, la storia del nostro antenato Carlo Poma, medico e martire risorgimentale”.


















