MOGLIA – C’è una nuova voce nella scena cantautorale mantovana che sta iniziando a farsi spazio con determinazione e identità. È quella di Antelao, nome d’arte di Pietro Contini, classe ’98, originario di Carpi e oggi residente a Moglia. Un artista che unisce scrittura intima e sonorità contemporanee, capace di muoversi tra rap e cantautorato con naturalezza.
Negli ultimi mesi Antelao ha avviato un importante progetto artistico insieme a un giovane produttore modenese, un percorso che segna un salto di qualità nella sua musica. Il primo frutto di questa collaborazione è il nuovo singolo “Alto Mare”, accompagnato da un videoclip girato nello storico Teatro Italia di Bondanello, luogo simbolico della comunità mogliese e cornice perfetta per un brano che parla di profondità, fragilità e rinascita. C’è un’immagine che apre tutto: il momento in cui, superata la prima onda, l’acqua cambia colore. Diventa profonda, scura, imprevedibile. È lì che nasce “Alto Mare”, in uscita il 16 gennaio su Spotify e YouTube.
Un brano che parla di coraggio silenzioso
“Alto Mare” non è solo una canzone sulla paura, ma sul gesto ostinato di restare a galla quando tutto sembra troppo grande. L’“alto mare” diventa così uno spazio di trasformazione, un luogo mentale dove la fragilità non è più un limite ma un punto di partenza.
La traccia si apre come una confessione: la paura di nuotare, il panico quando la riva si allontana, l’istinto naturale di tornare indietro. Ma proprio da quel momento nasce il ribaltamento del significato: essere in alto mare può voler dire smarrimento, certo, ma anche superamento della prima onda, conquista, consapevolezza.
Una metafora di crescita
Il brano diventa così una metafora ampia: vittoria, riscatto, scelta di guardare l’orizzonte anche quando non si hanno certezze. Le onde diventano simbolo delle paure invisibili che accompagnano la crescita, le relazioni, i sogni che fanno paura proprio perché importanti.
La produzione: eleganza pop e respiro cinematografico
“Alto Mare” segna la prima collaborazione tra Antelao e Defurias (Vincenzo de Furia), giovane produttore modenese classe 2002. Il risultato è un suono pop moderno, arricchito da sfumature orchestrali e da un’atmosfera elegante e cinematografica, pensata per amplificare il viaggio emotivo del testo.
Un progetto che guarda lontano
Il singolo è solo il primo passo di un percorso condiviso che proseguirà per tutto il 2026, con nuove uscite già in lavorazione. L’obiettivo dichiarato per il 2027, al termine dei quattro singoli previsti, è ambizioso: la candidatura a Sanremo Giovani.
Il videoclip: il Teatro Italia diventa un mare interiore
Il videoclip, diretto da Gabriele Marchi, è stato girato nello storico Teatro Italia di Bondanello, a Moglia. Una scelta non casuale: il teatro diventa uno spazio sospeso, un “mare” simbolico dove la paura prende forma attraverso il corpo.
Accanto ad Antelao compare l’attrice e ballerina Sara Bencivenni (Dance Art Studio di Carpi), che traduce in movimento ciò che il brano racconta in musica: la paura che diventa gesto, la fragilità che si fa espressione artistica.
Un messaggio per chi sta affrontando la propria “prima onda”
“Alto Mare” è un pezzo personale, ma anche generazionale. Parla a chi si sente sospeso, a chi sta affrontando la propria prima onda e teme di non farcela. Il messaggio è chiaro: essere in alto mare non è una perdita, ma una scelta di andare avanti.
Live e futuro
Dopo il successo del live in Piazzale Re Astolfo a Carpi nell’estate 2025 con il collettivo Carpi Flow, Antelao tornerà sul palco nel 2026 con nuove date in festival e locali della zona.















