LEVATA (CURTATONE) “L’unico e sufficiente titolo necessario per il riconoscimento della dignità dell’individuo è la sua partecipazione alla comune umanità”, recita la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948. Ma questo principio fondamentale è davvero garantito a tutti, anche agli anziani affetti da gravi patologie come l’Alzheimer?
È da questa domanda che ha preso avvio il convegno svoltosi a Mantova lo scorso 26 marzo promosso da Pro Senectute di Mantova, HCH Harmony Care di Reggio Emilia e Netpolaris di Cadorago (CO) – realtà impegnate quotidianamente al servizio di persone con disabilità e anziani. Il tema, “Libertà e dignità nella cura degli anziani con Alzheimer – spazi e tecnologie per un futuro senza contenzioni”, è stato affrontato attraverso una riflessione multidisciplinare, con l’obiettivo di valorizzare la persona anziana nella sua interezza, superando visioni riduttive che la identifica unicamente con la sua patologia.
Durante il convegno è emersa con forza la necessità di:
- riconoscere pienamente il diritto alla cura come diritto umano fondamentale;
- promuovere la soggettività della persona, al di là della malattia;
- ridurre l’uso della contenzione, limitandola ai soli casi di assoluta necessità;
- progettare ambienti armoniosi, funzionali e dignitosi, capaci di rispondere ai bisogni specifici dei pazienti con Alzheimer.
Le aziende promotrici del convegno hanno ribadito il proprio impegno a offrire soluzioni concrete e sostenibili che mettano al centro la qualità della vita dell’anziano, anche quando la sua condizione appare fragile o indifesa. Perché la dignità non è un lusso, ma un diritto: nessuna condizione esistenziale può giustificarne la negazione. Come professionisti della cura, i promotori dichiarano la volontà di favorire la diffusione di una cultura della decontenzione, supportata da evidenze scientifiche e da esperienze significative, affinché si sviluppino percorsi di cura alternativi e più rispettosi dell’incolumità fisica e psicologica delle persone anziane.
Infine, è stato lanciato un appello alle Istituzioni pubbliche e di governo affinché l’Italia diventi un Paese realmente favorevole agli anziani fragili, sostenendo politiche e risorse dedicate, sia per la domiciliarità che per le strutture residenziali. L’evento di Mantova segna l’inizio di un percorso, di EchoSphere come nuovo format: l’impegno è quello di proseguire con ulteriori occasioni di confronto, studio e approfondimento per promuovere un futuro di cura più giusto, umano e consapevole.