MANTOVA – Il settore dell’autotrasporto rischia di fermarsi. È l’allarme lanciato da Cna Fita, che denuncia una situazione ormai critica: molte imprese non dispongono più della liquidità necessaria per acquistare il carburante. «Il rischio concreto è che i camion si fermino perché le imprese non hanno più le risorse per fare rifornimento», avverte la direttrice Elisa Rodighiero.
Nonostante gli interventi del Governo – crediti d’imposta e taglio delle accise – la crisi energetica e l’aumento dei costi operativi stanno mettendo in ginocchio migliaia di piccole e medie imprese. Per questo Cna propone un Patto sociale sui carburanti, un pacchetto di misure immediate e strutturali per sostenere il comparto e contrastare le speculazioni.
Le sei richieste di Cna Fita al Governo
- Fuel surcharge vincolante — applicazione obbligatoria, con sistema pubblico di calcolo e sanzioni per chi pretende ristorni indebiti.
- Liquidità straordinaria — risorse immediate per tutte le imprese, senza distinzioni legate alla massa dei veicoli.
- Crediti d’imposta semplificati — procedure più rapide e meno burocratiche.
- Aggiornamento dei costi di riferimento — includendo l’incidenza reale del carburante e i noli marittimi.
- Piano nazionale sicurezza aree di sosta — contro furti di gasolio e atti predatori nei parcheggi autostradali.
- Iniziativa del Governo in sede Ue — deroghe temporanee sui livelli minimi di tassazione, sterilizzazione dell’Iva sulle accise, riduzione della soglia del gasolio commerciale.
Rodighiero ribadisce la necessità di un intervento urgente: «Serve subito un Patto sociale sui carburanti per garantire la continuità dell’autotrasporto e tutelare un settore indispensabile all’intera economia nazionale»


















