Barbabietola da zucchero sempre più in crisi, Confagricoltura Mantova: “-62% in 15 anni”

MANTOVA – Un’altra coltura che si aggiunge a quelle in fortissima difficoltà nella provincia di Mantova, per non dire in via di “estinzione”. È quella della barbabietola da zucchero, vittima di redditività sempre più bassa, spietata concorrenza di prodotto straniero e di una particolare sensibilità a cambiamento climatico e fitopatie, a causa delle poche molecole di “difesa” autorizzate in Europa.

I dati parlano chiaro: la coltura della barbabietola da zucchero nel Mantovano è crollata del 62% in meno di 15 anni. Nel 2010 gli ettari coltivati erano 4.685 per una produzione raccolta di 3.043.839 quintali. Nel 2024 (ultimo dato disponibile) gli ettari sono stati appena 1.785 e la produzione raccolta di 483.290 quintali.

Una crisi che si allarga oltre i confini della provincia e che è diventata un allarme nazionale. Il segnale più recente è la chiusura del penultimo zuccherificio d’Italia, quello di Pontelongo di Padova. “L’intervento del Governo sul settore non è sufficiente a coprire i costi di produzione. Personalmente, è da 5-6 anni che non semino più barbabietole, la redditività è crollata e non è più conveniente farlo”, spiega Roberto Scipioni, Presidente della Federazione di prodotto bietole di Confagricoltura Lombardia.

Le difficoltà logistiche, poi, stanno dando il colpo di grazia alla filiera: “Dopo la chiusura dello stabilimento veneto – prosegue Scipioni –, che sarà convertito al solo confezionamento, tutto il raccolto converge su Minerbio (Bologna), sede dell’unico zuccherificio rimasto in Italia. In questo modo risulta difficile, se non impossibile, impostare una campagna produttiva degna di tal nome, tant’è che numerosi contoterzisti hanno addirittura dismesso i macchinari per la raccolta delle barbabietole”.

“La bieticoltura sopravvive grazie agli aiuti e l’industria non fa nulla per raggiungere una remunerazione adeguata per l’imprenditore agricolo”, spiega Luca Lombardini del Consiglio Direttivo di Confagricoltura Mantova, coltivatore di 20 ettari di barbabietola a Curtatone, accanto ad altre colture. “Rispetto ad anni fa, la situazione è completamente trasformata. La barbabietola è penalizzata da numerosi fattori: è meno produttiva perché su una coltura ormai di nicchia si fa meno ricerca genetica sul seme, la lotta a infestanti e insetti è più difficile perché le molecole autorizzate sono diminuite drasticamente. Aumentano, invece, i costi per i fertilizzanti e la concorrenza massiccia dall’estero: una gran parte dello zucchero arriva dal Sudamerica a prezzi con cui non possiamo competere. Tra i pochi fattori positivi resta la necessità di poca acqua per l’irrigazione, una posizione quindi leggermente favorevole rispetto, ad esempio, al mais”.