MILANO – La provincia di Mantova è tra i territori lombardi interessati dal nuovo piano regionale per il recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata: 110 tra appartamenti, ville, terreni, capannoni ad uso artigianale e commerciale distribuiti in otto comuni della provincia virgiliana tra cui Mantova, Suzzara, Curtatone e Viadana.
A sottolinearlo è la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Paola Bulbarelli, che annuncia un investimento complessivo di 7 milioni di euro nel triennio 2026-2028 per trasformare questi immobili in presìdi di legalità e servizi per le comunità.
Bulbarelli, segretario della Commissione speciale Antimafia, evidenzia come la Lombardia resti una delle regioni più esposte al fenomeno, con 3.243 beni confiscati tra destinati e in amministrazione. E anche il Mantovano, pur con numeri più contenuti, richiede attenzione: 23 beni già destinati e 66 ancora in amministrazione, pari rispettivamente all’1,2% e al 5,3% del totale regionale.
Secondo la consigliera, è fondamentale sostenere i Comuni nella fase di presa in carico e recupero degli immobili, soprattutto quando si tratta di strutture complesse o bisognose di interventi onerosi. In Lombardia, infatti, sono 158 i beni “inoptati”, cioè senza manifestazioni di interesse da parte di enti locali o Terzo settore, spesso a causa di criticità strutturali o costi di gestione elevati.
La delibera illustrata in Commissione dall’assessore regionale Romano La Russa introduce criteri aggiornati e contributi più elevati:
- fino a 200.000 euro per immobile,
- fino a 250.000 euro per progetti di interesse sovracomunale,
- contributi fino al 90% per i Comuni più piccoli.
Il bando per gli enti locali sarà aperto dal 2 febbraio al 31 marzo, mentre i concessionari potranno presentare domanda a lavori conclusi.
“I beni confiscati devono tornare a vivere – conclude Bulbarelli – diventando luoghi utili, simboli concreti della presenza dello Stato. Anche in province come Mantova, dove ogni recupero rappresenta un passo avanti nella costruzione di comunità più sicure e consapevoli”.















