Calcio – Botturi si presenta: “Mantova, torniamo a godere”. Spiragli per la riammissione in C

MANTOVA – “Toriniamo a godere”. E’ questo lo slogan scelto dal ds Christian Botturi per presentarsi in viale Te. Ambiente che il dirigente bresciano conosce molto bene. Disinvolto nel parlare, vista l’esperienza maturata, dopo l’avventura al Settore Giovanile biancorosso, ma anche e soprattutto nel muoversi negli spazi che ha già occupato da quasi una settimana ormai. Un Botturi concentrato sul lavoro che ha da fare insieme al presidente Filippo Piccoli per “costruire qualcosa d’importante”. Così è stato detto durante la conferenza stampa di oggi pomeriggio al “Martelli”

Niente promesse, come ci si poteva immaginare, ma voglia di “chiudere bene il cerchio”, dopo quell’addio al Mantova, che aveva lasciato non pochi rimpianti. “Ricordo ancora la partita che fece la squadra di Ciccio Graziani a Roncoferraro contro la Salernitana. Io sapevo già di andr via da Mantova. Arrivai al campo  e vidi un colpo d’occhio incredibile: fumogeni e tantissimi tifosi. Dovevamo recuperare il risultato, riuscimmo a vincere 2-0, ma non bastò. Andai via con i brividi e negli anni a seguire il Mantova per me è sempre stato un rimpianto, perchè immaginavo come sarebbe stato vivere in prima squadra quei momenti. Ero andato via con troppi punti interrogativi”. Ed eccolo qui ora, in viale Te dopo un’esperienza positiva alla Pro Sesto. “A distanza di 10 anni – spiega – posso dire di essere cambiato -. C’è un Botturi diverso, ho avuto diverse esperienze, quella che mi ha forgiato di più sicuramente è Brescia. Ho lavorato per la squadra della mia città. Ci ho messo il cuore, ma sono pronto a metterlo anche qui a Mantova”. Abbinare ai risultati sportivi, anche risultati in termini economici, scoprendo giocatori, ottenendo una risposta sociale che coinvolga i tifosi. Questo l’intento del nuovo corso.

Primo step da affronatre è quello dell’allenatore. “Abbiamo idee molto chiare – spiega – e a breve lo annunceremo. L’allenatore deve mettere al primo posto il Mantova, non la categoria”. L’intento è quello di affidare la squadra ad una figura di carattere e che abbia già una buona carriera. In soldoni, non dev’essere una scommessa, come accaduto nelle ultime due stagioni. E poi la squadra: “Inanzitutto vedremo in che categoria saremo -. Se siamo in Serie D punteremo sicuramente a vincere il campionato. I giocatori devono rientrare in certi canoni e soprattutto devono formare uno spirito di squadra importante. E non dei giocatori che vengano a Mantova per svernare negli ultimi anni di carriera e a far vedere che hanno giocato con la maglia del Mantova”.

Al fianco di Botturi, il presidente biancorosso Filippo Piccoli, ritrovato al tavolo della sala stampa, un mese dopo ila retrocessione in D.  Un Piccoli che è apparso carico al punto giusto per affrontare questo nuovo inizio. Il presidente ha parlato anche dei rapporti con il Comune: “In quest’ultimo periodo i rapporti sono tornati ad essere collaborativi e auspico che le cose possano migliorare nel tempo. C’è tanto da fare. Non nego che tra i progetti ci sarebbe anche quellio di poter mettere mano allo stadio con una ristrutturazione. Vediamo…”. Al presidente biancorosso abbiamo chiesto anche un commetno sull’addio dell’ex capitano Gucione: “Gli affari si fanno in due, in questo caso l’ha fatto solo uno, il Mantova”.

E poi c’è il fronte riammissione e ripescaggio. Piccoli sulla questione è stato netto. “Se non ci riammettono in Lega Pro, ci batteremo per essere ripescati. Questo è certo. Ad oggi però, siamo un club di Serie D”. Nel frattempio la società resta con le antenne dritte a caccia di notizie da più fronti. In particolare Pordenone e Siena. pari infatti che il Pordenone sia propenso a ripartire dalla D per azzerare i debiti. I media friulani oggi, davano questa possibilità per plausibile e quasi certa. In ogni caso bisognerà asepttare il 20 giugno. Stesso discorso per il Siena. Il patron Montanari nelle ultime avrebbe trovato un segretario che si occuperò dell’iscrizione, ma al momento non si sa se ha trovato i soldi. Basta che una delle due non presenti l’iscrizione e il Mantova viene riammesso automaticamente in Lega Pro. In caso contratio si andrà al ripescaggio, ma in questo caso, la strada sarebbe un po’ più in salita.