Calo delle attività commerciali: botta e risposta tra maggioranza e opposizione a Pegognaga

PEGOGNAGA – Sempre più accesa l’attenzione di maggioranza e minoranza consiliare sulle crescenti difficoltà che le attività commerciali incontrano. Ogni anno si registra la rinuncia di qualche operatore del settore non più in grado di far fronte all’insostenibile concorrenza di iper, super e mini mercati. Fenomeno che nemmeno le organizzazioni di categoria sono in grado di affrontare con efficacia, tanto più che in parallelo avanzano con sempre maggiore aggressività le organizzazioni operanti online.

Una problematica che preoccupa non solo i piccoli commercianti, ma anche i pubblici amministratori, giacché la scomparsa del piccolo commercio costituisce elemento di minore attrattività dei paesi di piccole dimensioni, con la conseguenza che da una parte le giovani generazioni trovano ulteriore motivo per emigrare, mentre le anziane hanno difficoltà a stare al passo con l’evoluzione dei tempi. Le piccole attività commerciali devo perciò sussistere onde non essere ulteriore causa di calo demografico.

A proposito del quale Pegognaga da un paio d’anni sembra avere invertito il trend, essendo la popolazione risalita a quota settemila, decisamente inferiore rispetto ai 7.228 abitanti del 2013, scesa poi nel 2018 a 6.980, ossia di ben 248 unità. Ma rispetto al movimento demografico di quegli anni, determinato dai flussi migratori extracomunitari, il sia pur contenuto recupero di popolazione è dovuto a nuove nascite, quindi alla formazione di nuovi nuclei familiari soprattutto giovanili. Ed è su questo fattore, per altro non citato, che minoranza e maggioranza hanno innescato una nuova disputa sociopolitica.

In consiglio comunale, nel corso delle discussioni sul Documento unico di programmazione, Riattiviamo Pego, tra i vari emendamenti, ha proposto un “Bando di contributi a fondo perduto per attività commerciali e artigianali a sostegno delle imprese esistenti e per favorire nuove aperture, rafforzando l’economia locale”. Proposta che la maggioranza ha ritenuto non praticabile. A livello social s’è quindi infiammata una diatriba. Da una parte Riattiviamo a rimarcare che in sei anni la giunta ha fatto poco o nulla a favore delle attività commerciali. Dall’altra il Sindaco Matteo Zilocchi a rispondere che “asserire che in sei anni sul commercio locale non è stato fatto nulla e che l’unico bando attivato è stato possibile grazie a contributi Covid è falso. L’Amministrazione comunale sia nel 2020 che nel 2021 ha finanziato due bandi con avanzo (circa 250mila euro), costruendo i criteri assieme alle associazioni di categoria e risultando una delle poche amministrazioni a livello provinciale a destinare ingenti risorse proprie in aggiunta ai contributi Covid erogati dallo Stato».

Ha poi ricordato il supporto alle iniziative “Io-compro-a-Pegognaga” «perché oggi – scrive il Sindaco su Facebook – stiamo lavorando come ambito all’interno del nuovo Distretto del Commercio “Quadrifoglio Matildico”. Risulta difficile comprendere come votare a favore di un emendamento che vuole distribuire 11.950 euro sulle attuali attività commerciali e su eventuali nuove aperture nei medesimi settori togliendo queste risorse ai capitoli della manutenzione ordinaria». E’ intervenuto anche Stefano Schivi, membro del Quadrifoglio Matildico, per sottolineare che «11.950 euro proposti da R.P. per aiutare i commercianti pegognaghesi (circa 93) diventano 120/130 euro ad attività, che il solo compenso del commercialista, necessario per la documentazione di partecipazione al bando, assorbirebbe».

Riccardo Lonardi