MILANO – La Lega torna a chiedere maggiori tutele per le forze dell’ordine. A intervenire è la consigliera regionale Alessandra Cappellari, che critica l’attuale procedura di iscrizione automatica nel registro degli indagati per gli agenti coinvolti in operazioni di servizio.
«Chi indossa una divisa e interviene per garantire la sicurezza dei cittadini non può essere trattato da colpevole per principio» afferma Cappellari, definendo l’attuale meccanismo «una distorsione che indebolisce chi opera ogni giorno in situazioni di pericolo estremo».
La presa di posizione arriva dopo l’episodio avvenuto a Milano Rogoredo, che secondo Cappellari evidenzia «l’assurdità di un sistema che espone gli agenti a indagini immediate e alla gogna mediatica». In contesti ad alto rischio, aggiunge, «nessun operatore può distinguere con certezza tra un’arma vera e una replica in pochi secondi».
La consigliera sottolinea come le decisioni prese sul campo siano spesso questione di attimi e possano comportare rischi personali elevati: «Trattarli come sospetti automatici non rafforza la sicurezza, la indebolisce». La mozione presentata dalla Lega al Pirellone si inserisce nel quadro del pacchetto sicurezza promosso dal ministro Matteo Salvini, con l’obiettivo di rafforzare strumenti e garanzie per le forze dell’ordine. «Chi difende i cittadini non deve avere paura di intervenire – conclude Cappellari – sostenere le forze dell’ordine significa tutelare la sicurezza di tutti».
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