GONZAGA – L’associazione “Laudato Si Gonzaga” rompe il silenzio sul dibattito relativo al nuovo regolamento zootecnico comunale, lanciando un grido d’allarme fondato su numeri che descrivono una situazione ambientale ormai al limite della sostenibilità.
Secondo i dati più recenti forniti dal Comune e dall’Ats Valpadana, Gonzaga conta 59.690 capi tra bovini e suini, con una densità di 1.198 animali per km². Si tratta del valore più alto di tutta la provincia di Mantova e tra i primi a livello nazionale. Il carico zootecnico locale è 26 volte superiore alla media italiana: se la Lombardia conta mediamente 65 bovini per km², il territorio di Gonzaga ne ospita ben 737.
L’associazione evidenzia cinque criticità principali derivanti da questo squilibrio:
- Saturazione del suolo: La superficie agricola non è più in grado di assorbire i reflui prodotti.
- Emergenza Aria: L’ammoniaca degli allevamenti, unendosi ai gas di scarico dell’autostrada A22, genera polveri sottili (PM2,5) nocive per l’apparato respiratorio e cardiovascolare.
- Rischio Idrico: Le falde sono minacciate dalla contaminazione da nitrati.
- Qualità della vita: Odori pungenti e persistenti impediscono per settimane la normale aerazione delle abitazioni.
- Paesaggio stravolto: La biodiversità e i filari alberati hanno lasciato il posto a distese di cemento, capannoni e vasche di stoccaggio.
«Nessuno di noi insegue il mito dell’ambiente perfetto, ma il limite è stato superato», dichiarano i rappresentanti dell’associazione. «Le tecnologie sono passi avanti necessari, ma non possono compensare un carico animale superiore alla capacità dell’ecosistema».
La “Laudato Si” esprime rammarico per l’atteggiamento di Regione Lombardia, accusata di tutelare prevalentemente gli interessi economici a scapito di quelli sanitari, e rivolge un appello diretto all’Assessore Regionale Alessandro Beduschi e alle Associazioni di Categoria affinché ritirino il ricorso al Tar contro il regolamento comunale, privilegiando la via del confronto per la salvaguardia della “Casa Comune”.


















