CASALOLDO – Una giornata ricca di eventi, sabato 11 aprile a Casaloldo. La mattinata prenderà il via alle 9.00 quando arriverà l’albero che non muore, un kaki sopravvissuto alla bomba atomica di Nagasaki che diventa simbolo di pace per i bambini del territorio mantovano. L’appuntamento è alle 9.00 con la camminata della pace: i bambini partiranno dalla scuola primaria per raggiungere a piedi l’Asilo Nido Guido Barbieri, in un corteo che è già di per sé un messaggio. Alle ore 10.00 avrà luogo la cerimonia centrale: la messa a dimora dell’alberello di kaki, momento simbolico e partecipato in cui la comunità si stringerà attorno a un gesto semplice e profondissimo — piantare un albero — carico di
tutto il peso della storia e della leggerezza del futuro.
A seguire, dalle ore 10.30, sarà possibile visitare la mostra e i laboratori realizzati dai bambini, che hanno trasformato la cura della pianticella in espressioni artistiche originali: disegni, sculture, poesie, installazioni che raccontano il loro incontro con un pezzo di storia del Novecento. Tutto si svolgerà presso l’Asilo Nido Guido Barbieri di Casaloldo.
Tra i protagonisti di questa iniziativa ci sono i bambini dell’Istituto Comprensivo Ceresara, che ha aderito al progetto Kaki Tree in linea con la propria missione educativa. Agli studenti è stata affidata una pianticella da accudire: un compito apparentemente semplice, che si è rivelato un percorso di apprendimento profondo sul significato della responsabilità, della memoria collettiva e del valore della vita. “Piantare un albero che viene da così lontano, che porta con sé una storia così grande, insegna ai bambini che ogni gesto conta” – ha spiegato una referente del progetto – e che dalla devastazione può nascere qualcosa di bello, se qualcuno se ne prende cura”.
Quella di sabato non sarà dunque una semplice cerimonia, ma la conclusione di un percorso educativo che ha coinvolto famiglie, insegnanti e istituzioni locali — tra cui l’Associazione Casalodi, Persone Singolari, Avis, Combattenti e Reduci, e il Comune di Casaloldo — in un progetto che guarda alla pace non come a un’astrazione, ma come a qualcosa che si semina, si innaffia e si fa crescere giorno dopo giorno, soprattutto importante in questo momento storico.
POMERIGGIO E SERA A TEATRO
Ma gli eventi del sabato non finiscono qui, il pomeriggio e la sera, infatti, prevedono un doppio appuntamento dove protagonista sarà il teatro Soms e le due rappresentazioni che ospiterà: alle 15 i più piccoli celebrano gli 80 anni del voto per la
Repubblica, alla sera gli adulti si cimentano nel grottesco di Karl Valentin.
Due spettacoli pensati per pubblici e generazioni diverse ma accomunati da un unico filo: la forza del fare teatro insieme. Organizzata dall’Associazione Culturale Persone Singolari, in collaborazione con il Comune di Casaloldo e la Fondazione Comunità Mantovana, la doppia serata segna la conclusione dei laboratori teatrali condotti da Nina Arioli. “Il riso si mescola alla riflessione, in un gioco teatrale che smonta le convenzioni e celebra l’assurdo”.
Alle 15: i bambini e il voto che cambiò l’Italia
Ad aprire la giornata, alle ore 15, saranno i 13 bambini dagli 8 agli 11 anni che hanno frequentato il laboratorio dedicato agli ottant’anni dal voto per la Repubblica. Lo spettacolo, intitolato “È il giorno, è il giorno!”, è una riflessione rivolta ai più giovani su un momento storico cruciale: il 2 giugno 1946, quando per la prima volta anche le donne italiane poterono esprimere il loro voto. Un anniversario che il teatro restituisce con la leggerezza e la freschezza proprie dell’infanzia.
Alle 20:30: il Kabarett degli adulti “singolari”
La sera, alle 20:30, sarà il turno dei 15 adulti del laboratorio avanzato, con la performance KABARETT. Lo spettacolo si ispira liberamente al teatro grottesco del comico bavarese Karl Valentin e al suo universo Tingeltangel — quel teatro di varietà popolare fatto di numeri brevi, sketch
surreali e personaggi ai margini del senso comune. Tra monologhi, situazioni paradossali e una galleria di figure stravaganti, gli allievi propongono uno specchio deformante — ma fin troppo riconoscibile — della realtà quotidiana. Il risultato è uno spettacolo che non rinuncia alla leggerezza, ma la attraversa fino a toccare qualcosa di vero.
L’ingresso a entrambi gli spettacoli è libero e aperto a tutta la cittadinanza. Un’occasione, per Casaloldo, di ritrovarsi intorno al teatro come pratica collettiva e civile.

















