CASTIGLIONE DELLE STIVIERE – Si è svolto ieri nella Galleria Civica di Palazzo Menghini, alla presenza dell’assessore alla cultura di Castiglione Massimo Lucchetti, il finissage della mostra “Pietro Beschi. Il giardino della memoria”, che resterà comunque aperta al pubblico fino al 28 giugno. Nato nel capoluogo aloisiano nel 1907, l’artista trasformò l’argilla in memoria viva, dando anima e profondità ai volti della sua comunità. Scultore, maestro e restauratore, unì il rigore dell’artigiano alla sensibilità del poeta, formando generazioni di allievi tra bottega e scuola. Lontano dalla ricerca del successo, dedicò tutta la vita alla bellezza silenziosa del fare, lasciando un’eredità umana oltre che artistica.
Durante il pomeriggio in programma anche le visite guidate alla mostra a cura della sezione Fai dell’Alto Mantovano. L’esposizione si è conclusa con la sensazione di aver incontrato non solo un artista, ma un uomo che ha saputo trasformare la materia in racconto e la memoria in bellezza. Attraverso sculture, disegni, mosaici e dipinti, è emersa la figura di Pietro Beschi: un maestro autentico, legato alla sua terra e capace di lasciare un segno profondo senza mai inseguire notorietà o successo.
Le appassionate spiegazioni del curatore prof. Gianfranco Ferlisi hanno permesso di cogliere l’anima delle sue opere e di comprendere quanto la sua eredità artistica e umana sia ancora viva. È stato un percorso intenso e suggestivo, che ha permesso ai visitatori di entrare nel suo mondo fatto di lavoro, sensibilità e amore per la bellezza, lasciando loro il privilegio di portar via un frammento della sua storia.


















