Chiude “L’Eco di Suzzara”: cala il sipario dopo 23 anni e 172 numeri

SUZZARA – Si chiude definitivamente una pagina importante del giornalismo e dell’informazione locale suzzarese. Il mensile “L’Eco di Suzzara” ha cessato le sue pubblicazioni. Non è bastato il tentativo dell’editrice “Associazione Media Spettacoli” di rilanciare la testata: gli otto numeri usciti da gennaio a settembre 2026 non hanno raggiunto i risultati sperati, portando l’editore alla decisione di fermare le macchine.

L’avviso di addio, siglato il 9 ottobre da Bruno Melli, ripercorre con amarezza ma anche con immenso orgoglio una storia editoriale iniziata nel lontano dicembre 2002 con lo storico “Numero Zero”.

Un amaro addio e il valore sociale della memoria

Nel tracciare il bilancio finale, traspare il rammarico per una comunità che non sempre è riuscita a cogliere appieno il valore sociale e culturale di una voce libera e radicata nel territorio: «È un peccato che una città come Suzzara non sia riuscita a condividere gli sforzi che comportano il mandare in stampa il mensile e a capire l’importanza sociale dell’opera. Ma, come ebbi occasione di scrivere sul Numero Zero nel dicembre 2002, “tutto inizia e tutto finisce”. Con la pubblicazione di settembre 2026 giunge al termine la storia de L’Eco di Suzzara. Spero che le 172 uscite mensili siano state utili ai lettori e alla città tutta».

I ringraziamenti e il legame con i lettori

Insieme a Vanni Buttasi, Melli rivendica con fermezza la passione e la professionalità messe in campo in oltre vent’anni di attività giornalistica: «Ci siamo impegnati alla grande, con passione e professionalità, e non abbiamo nulla da rimproverarci. Sapere che almeno dieci lettori conservano in casa l’intera raccolta completa dei 172 numeri ci gratifica e ci rende profondamente orgogliosi del lavoro svolto».

L’accorato messaggio si chiude con un doveroso ringraziamento rivolto a chiunque abbia contribuito alla vita del giornale: dai collaboratori agli inserzionisti, fino agli edicolanti che quotidianamente portano avanti un lavoro prezioso pur tra mille difficoltà. Un saluto affettuoso che stringe in un abbraccio tutti i cittadini e i lettori dispiaciuti per la scomparsa di uno storico punto di riferimento per la vita cittadina.(foto Eleonora Pradella)