Cna lancia l’allarme recessione: 500 artigiani mantovani sono già in crisi di liquidità

MANTOVA – Non è più una crisi annunciata, ma una realtà già in corso per molte imprese artigiane. È questo il quadro tracciato dalla Cna di Mantova, che segnala una situazione sempre più critica e il rischio concreto di una futura recessione, soprattutto se il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi.

Secondo i dati dell’associazione, sono circa cinquecento gli artigiani che, dal 2024 a oggi, si sono rivolti allo sportello “Prevenzione crisi d’impresa” a causa di una crescente fragilità finanziaria. Una difficoltà aggravata dal contesto internazionale e dalle tensioni economiche in atto. «Non è più il tempo degli allarmi – sottolinea la direttrice Elisa Rodighiero – perché molti artigiani sono già dentro una crisi reale». Una situazione che si manifesta con segnali ormai evidenti: carenza di liquidità, calo degli ordinativi e margini sempre più ridotti.

A pesare ulteriormente sono l’aumento dei costi energetici e l’impennata del prezzo dei carburanti e delle materie prime, con rincari stimati tra il 20% e il 25%. Una combinazione di fattori che mette a rischio la continuità operativa di molte imprese e la sostenibilità economica complessiva del comparto. Il rallentamento economico in atto, avverte Rodighiero, potrebbe trasformarsi rapidamente in una recessione più ampia. A confermarlo sono anche i dati interni e il crescente ricorso agli ammortizzatori sociali, segnale di una difficoltà diffusa in diversi settori dell’artigianato e della piccola impresa.

Tra le priorità indicate dalla Cna emergono interventi urgenti sulla liquidità e sull’accesso al credito, insieme a una riduzione significativa dei costi che gravano sulle imprese. «Servono decisioni immediate», è l’appello dell’associazione. Il rischio, in assenza di misure tempestive, è quello della chiusura definitiva di centinaia di attività, con conseguenze pesanti sull’occupazione e sulla tenuta sociale del territorio.