MANTOVA – «Con Vittorio Botti se ne va un grande imprenditore della famiglia Coldiretti, un allevatore capace di unire professionalità, visione e generosità». Con queste parole il presidente di Coldiretti Mantova, Fabio Mantovani, saluta una figura che ha segnato profondamente la zootecnia mantovana.
Botti, pioniere nel settore dei bovini da latte, è stato per due mandati – fino al 2014 – presidente di Comal, la cooperativa degli allevatori mantovani per la commercializzazione degli animali e del seme bovino, di cui fu anche fondatore. Proprio per questo, lo scorso anno era stato premiato in occasione del cinquantesimo anniversario della cooperativa.
La sua storia imprenditoriale è legata alla stalla di San Silvestro, cresciuta negli anni prima con il fratello gemello Filiberto e poi con i figli Francesco e Pietro, fino a raggiungere le attuali 350 vacche in mungitura. Un percorso sostenuto anche dalla sua esperienza come direttore di banca, ruolo che gli aveva permesso di essere un punto di riferimento per famiglie e imprese del territorio.
«Dopo Isalberto Badalotti perdiamo un’altra figura di altissimo profilo per le stalle mantovane» commenta Fabio Piva, allevatore e attuale presidente di Comal. «Botti sapeva unire simpatia, generosità e professionalità: qualità che gli permisero, durante la sua presidenza, di acquisire a costo zero il marchio Holstein Italia per l’esportazione degli animali».
Oltre all’impegno nel settore zootecnico, Botti era noto per la sua passione per la cucina tradizionale mantovana, che interpretava con competenza e creatività, regalando spesso i suoi piatti agli amici.
Una figura che lascia un segno profondo nella cooperazione agricola e nella comunità allevatoriale della provincia.
















