MANTOVA – Dieci negozi del centro storico di Mantova aprono la porta a tutti e tutte, superando la disabilità. Alle Pescherie di Giulio Romano si è tenuto il primo incontro pubblico di “C’entro Anch’io Mantova”, l’iniziativa promossa dall’Associazione Pepitosa in Carrozza ODV nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità 2026. L’appuntamento ha visto la partecipazione di cittadini, commercianti e amministratori per presentare i primi dieci negozi che hanno scelto di superare le barriere architettoniche.
È stato il primo appuntamento pubblico di “C’entro Anch’io” Mantova, il progetto dell’Associazione Pepitosa in Carrozza ODV che lavora sulla soglia dei negozi del centro storico, partito ad aprile con la mappatura degli ingressi delle attività del centro storico. Da quella mappatura è nato il primo gruppo di dieci negozi aderenti. All’incontro erano presenti il Caseificio 4 Madonne, Profumeria Lara e Scout che hanno ritirato la rampa davanti al pubblico a nome di tutta la rete. I negozi che hanno aderito al primo gruppo della rete infatti hanno iniziato a ricevere rampe mobili e formazione per il personale. La serata ha messo allo stesso tavolo chi programma la città e chi la tiene aperta ogni giorno.

Fabio Madella, assessore al Commercio del Comune ha dichiarato: “Un negozio in cui si entra senza dover chiedere aiuto è un negozio che lavora meglio. Il commercio del centro storico ha bisogno di progetti che partono dai negozianti e parlano la lingua concreta delle soglie e dei gradini. Questa rete va accompagnata perché cresca”. L’assessore ai Lavori Pubblici del Comune, Nicola Martinelli, ha fatto il punto sul PEBA, il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche: “Il PEBA è lo strumento con cui il Comune programma gli interventi sugli spazi pubblici. Ma una città accessibile si costruisce anche sulla soglia di ogni negozio, dove l’intervento pubblico da solo non arriva. Stasera questi due piani si sono incontrati”.
L’architetto referente tecnico dell’Associazione Pepitosa in Carrozza Sebastiano Marconcini, ha illustrato le soluzioni adottate: “Nei sopralluoghi abbiamo misurato ogni ingresso. Molti ostacoli sono di pochi centimetri e si risolvono con ausili semplici, rimovibili, compatibili con i vincoli del centro storico. Non serve rifare un negozio per renderlo accessibile. Serve conoscerlo bene”. L’ideatrice del progetto e presidente dell’Associazione Pepitosa in Carrozza, Valentina Tomirotti ha concluso: “Non abbiamo fatto una cerimonia. Dieci negozi hanno scelto di aprire la porta a tutti e tutte, e ieri tre di loro erano lì a dirlo davanti alla città. È un gesto piccolo e misurabile, ed è solo il primo passo. Vogliamo riempire tutto il centro storico e poi portare il progetto nel resto della città. Un negozio accessibile non fa un favore a nessuno. Accoglie meglio, vende di più e dice che città vogliamo essere”.
La serata si è chiusa con la consegna simbolica delle rampe e un rinfresco offerto dal Caseificio 4 Madonne, uno dei primi negozi aderenti. Per i negozi la partecipazione è gratuita.
Il Progetto
Ideato e promosso dall’Associazione Pepitosa in Carrozza, C’entro Anch’io Mantova lavora su un punto preciso della città: la soglia dei negozi del centro storico. Qui gli interventi strutturali sono spesso impossibili, per i vincoli sugli edifici storici o per la mancanza di spazio. Il progetto risponde con soluzioni mobili, che non modificano l’edificio e si usano quando servono: rampe e campanelli wireless per chiamare il personale dall’esterno. Il percorso ha tre fasi. La prima, da aprile a giugno, è stata la mappatura: sopralluoghi e questionari in oltre 100 attività commerciali, ricettive e ricreative del centro storico, per misurare, ingresso per ingresso, gradini, soglie e larghezze. La seconda, iniziata a luglio, porta nei negozi aderenti gli ausili e la formazione del personale sull’accoglienza. La terza, fino a luglio 2027, completa la rete, raccoglie i dati di impatto e si chiude con un evento pubblico di restituzione alla città.
I dati raccolti diventeranno una mappa digitale dell’accessibilità del centro. Il passo successivo è l’App C’entro anch’io, gratuita, pensata per contattare direttamente il negozio e chiedere il posizionamento della rampa. L’app è progettata ma non ancora realizzata: per svilupparla servono nuove risorse, ed è uno dei motivi per cui il progetto cerca sponsor. Il tema non riguarda solo le persone con disabilità. Un gradino ferma chi usa una carrozzina, ma anche chi spinge un passeggino, chi cammina con un deambulatore, chi è anziano, chi viaggia con una valigia. Per un negozio significa clienti in più e una città più attrattiva anche per il turismo. L’obiettivo è costruire a Mantova un modello replicabile in altri centri storici italiani.


















