Confcommercio approva la stretta sui contratti pirata per tutelare imprese e lavoratori

PORTO MANTOVANO – Una svolta decisiva per la trasparenza e la legalità nel mondo del lavoro. Confcommercio Mantova esprime forte apprezzamento per l’iniziativa del Cnel, che ha avviato una profonda riorganizzazione dell’archivio nazionale dei contratti collettivi. L’obiettivo è chiaro: isolare i cosiddetti “contratti pirata” e valorizzare la contrattazione realmente rappresentativa.

I numeri del dumping: perdite fino a 12.000 euro

L’operazione di pulizia ha fatto emergere dati impressionanti: su oltre 1.000 contratti depositati, solo 150 sono risultati realmente applicati in modo significativo, mentre più di 800 sono stati esclusi perché marginali o privi di radicamento.

Il Direttore Generale di Confcommercio Mantova, Nicola Dal Dosso, evidenzia le ricadute drammatiche sui lavoratori: «Nel terziario e nel turismo, l’applicazione di contratti non rappresentativi costa al lavoratore mediamente 8.000 euro annui, con punte che superano i 12.000 euro se si considerano le minori tutele su straordinari, malattia, ferie e sanità integrativa».

Concorrenza sleale e frammentazione

Il Presidente Lamberto Manzoli pone l’accento sulla disparità retributiva: «A fronte di una retribuzione annua lorda media di circa 24.600 euro prevista dai nostri contratti, quelli “pirata” possono scendere anche di oltre 5.000 euro sulla sola base imponibile. Questa frammentazione genera una concorrenza sleale inaccettabile tra le imprese».

Basti pensare che, a livello nazionale, oltre 2,5 milioni di addetti sono tutelati dal Ccnl Terziario di Confcommercio, mentre oltre 200 micro-contratti “minori” coinvolgono appena 160.000 lavoratori in 21.000 aziende.

Nuovi strumenti per gli appalti pubblici

La mappatura del Cnel, collegata ai codici Ateco e ai dati occupazionali, diventerà uno strumento operativo fondamentale, specialmente negli appalti pubblici. Questo permetterà alle stazioni appaltanti di individuare con certezza i contratti di riferimento, garantendo regole eque.

«È un intervento di valore – conclude Dal Dosso – che tutela le imprese corrette. Auspichiamo ora il consolidamento di questo percorso attraverso la certificazione della rappresentatività e un “bollino di qualità” per i contratti seri».