MILANO – La grave situazione che stanno vivendo molti allevatori lombardi è stata oggi portata all’attenzione dell’aula consiliare con un question time del gruppo del Partito Democratico, dedicato alla crisi del comparto lattiero-caseario e al crollo dei prezzi del latte alla stalla.
“Abbiamo portato in aula la condizione di tanti allevatori della nostra regione – dichiara Marco Carra, consigliere regionale del PD capogruppo in commissione Agricoltura – una situazione molto critica, segnata da prezzi che non coprono più i costi di produzione. Dopo l’accordo disatteso dello scorso dicembre, oggi gli allevatori si trovano davanti ad un costo loro riconosciuto di 20,18, 10, addirittura 6 centesimi al litro. Una situazione insostenibile. Con questa interrogazione abbiamo chiesto alla Regione Lombardia di fare la sua parte e di dire con chiarezza come intende intervenire per sostenere il settore”.
“Lo squilibrio tra domanda e offerta – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura, Alessandro Beduschi rispondendo alle opposizioni e riconoscendo le difficoltà del momento – ha cause prevalentemente internazionali: aumento delle produzioni, tensioni sui mercati, dinamiche commerciali e monetarie. In Italia l’aumento dei volumi non è legato a un incremento dei capi allevati, ma agli investimenti fatti negli anni dagli allevatori su benessere animale, innovazione tecnologica e selezione genetica, che hanno portato a un aumento medio di oltre 110 kg di latte per vacca all’anno”.
“Nel suo intervento, l’assessore all’Agricoltura ha annunciato la convocazione a breve del Tavolo del latte a Milano – prosegue Carra – abbiamo chiesto all’assessore di fare fino in fondo la propria parte, anche a livello nazionale, affinché si arrivi a definire un prezzo di produzione sotto il quale non si può andare. È solo così che si può tutelare davvero il reddito degli allevatori e la tenuta dell’intero comparto”.
“È necessario essere chiari – ha proseguito Beduschi – perché a differenza di quanto sostiene l’opposizione con ricette inapplicabili, Regione e Governo non possono imporre per legge un prezzo minimo di un bene che è regolato dal mercato. Diverso è favorire accordi responsabili tra le parti della filiera, come quelli discussi nei Tavoli latte, per evitare che una fase critica ma temporanea ricada interamente sul settore primario”.
“Sappiamo che a livello nazionale si sta rivedendo l’accordo sottoscritto a dicembre, già in parte disatteso – aggiunge Carra – e ci auguriamo che si possa garantire non mese per mese, ma per un periodo più lungo, un prezzo accettabile. Questo può rappresentare una risposta immediata, ma non può essere l’unica: deve essere una ‘pezza’ temporanea che consenta di creare le condizioni per guardare al futuro e arrivare a un prezzo stabile e giusto per il latte. Così come dovremo confrontarci sulla possibilità di introdurre misure per la dismissione volontaria dei capi”.
“Abbiamo inoltre ribadito la richiesta di avviare audizioni in commissione Agricoltura – conclude il consigliere dem – per monitorare l’evoluzione della crisi e ascoltare tutti gli attori della filiera. La questione merita un approfondimento serio e continuo, perché il rischio è che senza interventi strutturali questa crisi lasci danni irreversibili”.
“Il Governo ha presentato al Tavolo latte nazionale un pacchetto di misure che Regione Lombardia sostiene con convinzione: dalla proposta di un programma europeo di riduzione volontaria della produzione con indennizzi agli allevatori, all’attivazione di aiuti all’ammasso per formaggi, burro e latte UHT, fino a campagne di promozione dei prodotti lattiero-caseari per rafforzare i consumi interni” – ha concluso Beduschi.












