MANTOVA – La crisi del comparto risicolo italiano non è più soltanto una preoccupazione degli agricoltori: ora è certificata anche dai dati. L’analisi condotta dalla Camera di commercio Cremona–Mantova–Pavia, con il supporto di Bmti, conferma infatti un quadro critico fatto di costi di produzione in aumento, prezzi in caduta libera e importazioni estere in crescita, elementi che stanno mettendo in seria difficoltà una delle colture simbolo dell’agroalimentare nazionale.
A lanciare l’allarme è Fabio Mantovani, presidente di Coldiretti Mantova, che torna a difendere un settore strategico per il territorio. Nel Mantovano la risicoltura copre circa 1.500 ettari, soprattutto tra Vialone Nano e Carnaroli, una superficie contenuta ma dal peso storico e identitario molto più rilevante.
La fotografia scattata dall’ente camerale è impietosa: calo dei prezzi a doppia cifra, vendite ai minimi e una concorrenza estera sempre più aggressiva, in particolare dai Paesi asiatici. Il dato più emblematico riguarda proprio il Vialone Nano, che rispetto allo stesso periodo del 2025 ha perso circa il 60% del valore, un ribasso che mette in seria discussione la sostenibilità economica delle aziende agricole.
Mantovani, che siede anche nella giunta della Camera di commercio, sottolinea come la risicoltura italiana — prima in Europa per produzione — rappresenti un patrimonio fatto di tradizione, innovazione e qualità, oggi minacciato da dinamiche di mercato che rischiano di comprometterne la continuità.
«Come per altri settori in difficoltà, la battaglia di Coldiretti prosegue in tutte le sedi istituzionali», afferma Mantovani, ribadendo l’impegno dell’organizzazione nel difendere un comparto che, senza interventi mirati, potrebbe vedere ridursi ulteriormente superfici, redditività e presenza sul mercato.

















