Curtatone ricorda i dieci Martiri dell’Aldriga a 83 anni dall’eccidio

CURTATONE – A poco più di 83 anni da quel tragico giorno, Curtatone ha ricordato questa mattina i Martiri dell’Aldriga, i dieci militari italiani fucilati dalle truppe tedesche il 19 settembre 1943 a Valletta Aldriga, nei pressi di Curtatone.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Curtatone Carlo Bottani, il prefetto di Mantova Roberto Bolognesi, rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose, cittadini, associazioni del territorio e studenti. La commemorazione si è aperta con la deposizione di una corona da parte del prefetto e del sindaco presso il monumento che sorge proprio nel luogo dell’eccidio.
«Un momento di raccoglimento per ricordare quanti persero la vita in una delle pagine più dolorose della storia del nostro territorio – ha dichiarato Bottani –. La presenza dei più giovani assume un significato particolare: custodire la memoria significa conoscere ciò che è accaduto e trasmetterne il ricordo alle nuove generazioni, affinché i valori della pace e della libertà continuino a essere patrimonio della nostra comunità».

Il 19 settembre 1943 dieci militari italiani, di età compresa tra i 19 e i 35 anni, furono prelevati dal campo di concentramento del Gradaro, a Mantova, dove erano prigionieri di guerra, e condotti con l’inganno nella campagna di Valletta Aldriga. Qui vennero fucilati senza processo dalle truppe tedesche. L’esecuzione avvenne come rappresaglia per il presunto ferimento di due soldati tedeschi. In seguito emerse però che all’origine dell’episodio vi sarebbe stata una lite tra commilitoni. Una pagina drammatica della storia locale che la comunità di Curtatone continua a ricordare ogni anno. Le dieci vittime erano Giuseppe Aresi, nato a Brignano Gera d’Adda nel 1912; Giuseppe Bianchi, di Pandino, classe 1916; Luigi Binda, di Rogeno, nato nel 1923; Mario Colombi, di Salerano sul Lambro, nato nel 1916; Bruno Colombo, di Lurago d’Erba, nato nel 1916; Mario Corradini, di Canneto sull’Oglio, classe 1924; Angelo Alessandro Corti, anch’egli di Rogeno, nato nel 1908; Attilio Andrea Passoni, di Monza, nato nel 1924; Luigi Pecchenini, di Pagazzano, nato nel 1924; e Francesco Rimoldi, di Guanzate, nato nel 1924.
Tutti furono successivamente riconosciuti come “Caduti partigiani”. A distanza di oltre otto decenni, la loro memoria continua a essere custodita dalla comunità come testimonianza di una delle pagine più dolorose vissute dal territorio durante la guerra.