Docente di religione risarcita per abuso di contratti a termine: condannato il Ministero

MANTOVA Il Tribunale di Brescia ha riconosciuto un importante risarcimento a una docente di religione cattolica, stabilizzata di recente, per l’abuso di contratti a tempo determinato da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito. La sentenza, che applica quanto stabilito dalla Cassazione n. 30779/2025, condanna il Ministero al pagamento di 18 mensilità.

Secondo il giudice, il concorso che ha portato all’assunzione in ruolo non sana la precedente reiterazione dei contratti a termine, giudicata illegittima perché oltre il limite triennale ritenuto “ragionevole” dalla giurisprudenza. La causa è stata patrocinata dall’avvocato Gianluca Trombadore per conto della Cisl Scuola.

La decisione potrebbe diventare un precedente rilevante anche per gli insegnanti di religione mantovani. A Mantova, infatti, la Cisl ha già depositato un ricorso analogo e altri sei sono in fase di presentazione. Il tribunale cittadino, inoltre, si era già espresso in passato riconoscendo cinque mensilità a un altro docente.

«Non si può continuare a lavorare senza certezze, con contratti rinnovati di anno in anno» afferma Salvatore Militello, segretario generale della Cisl Scuola Asse del Po. «Questa sentenza conferma che è possibile ottenere fino a 24 mensilità in base agli anni di precariato. Continueremo a sostenere i lavoratori finché il Ministero non avrà risolto la piaga del precariato».

La Cisl ricorda inoltre che proseguono i ricorsi per il riconoscimento della Carta del Docente ai precari: a Mantova sono già circa 200 quelli vinti, con recupero degli arretrati fino a cinque anni