Donazioni e capolavori ritrovati: al Museo Diocesano inaugurata la mostra “Colligite Fragmenta”

Inaugurazione Museo Diocesano

MANTOVA – La bellezza si ritrova tra terrecotte e capolavori svelati: dall’11 ottobre al 3 gennaio 2027, il Salone della pinacoteca e le sale del Museo Diocesano “Francesco Gonzaga” di Mantova ospitano la mostra “Colligite Fragmenta – Nuove acquisizioni 2026”., realizzata grazie al contributo della Diocesi, di Regione Lombardia e di Fondazione Comunità Mantovana. Nel corso dell’ultimo anno, l’istituzione museale ha visto arricchirsi notevolmente il proprio patrimonio con testimonianze d’arte che, se considerate singolarmente, potrebbero sembrare solo piccoli frammenti, ma che inserite in un contesto organico e valorizzato assumono un significato ben più profondo. L’esposizione è interamente dedicata alle recenti e generose donazioni di collezionisti privati e ai depositi di vari enti ecclesiastici, con un focus speciale sulla scultura fittile e su importanti memorie della storia locale.

A presentare la rassegna in ‘Sala Paolo Pozzo’ è stato il direttore del Museo Diocesano, don Stefano Savoia, affiancato da Chiara Rovesta, direttrice della società Mirabilia che gestisce la struttura, e da Marcello Mossini che ha curato personalmente la donazione di un’opera. All’evento è intervenuto anche il sindaco Andrea Murari che ha sottolineato la grande vitalità culturale che attraversa la città in questa stagione: “Sono molte e di altissimo profilo le opere esposte a Mantova in questo periodo. Il Museo Diocesano garantisce un contributo fondamentale alla vita culturale del territorio: tengo in modo particolare al dialogo e alla collaborazione tra i musei civici e questa istituzione, e lavorerò affinché questo legame proficuo continui a rafforzarsi”. Il direttore don Stefano Savoia ha illustrato l’esposizione e spiegato la suggestiva origine del titolo scelto: “Colligite Fragmenta” è una citazione dal Vangelo secondo Giovanni: al termine della moltiplicazione dei pani e dei pesci, Gesù ordina di raccogliere e conservare i pezzi avanzati affinché nulla vada perduto. Allo stesso modo, nelle sale del museo esponiamo frammenti di opere in passato tagliate o rimaneggiate, accanto a capolavori di piccole dimensioni ma di immenso valore, capaci di guidarci alla scoperta della vera bellezza d’arte”.

La mostra si articola in due sezioni espositive

Le terrecotte del Rinascimento, allestita nel Salone della pinacoteca, vede brillare il nuovo e prestigioso arrivo: la scultura del Cristo deposto di Gian Marco Cavalli, d’ispirazione mantegnesca, collocata accanto ai busti scultorei di Jacopo Alari Bonacolsi detto l’Antico e ai tondi di Correggio. Il percorso raccoglie inoltre raffinati manufatti fittili del Quattrocento realizzati da maestri quali Michele da Firenze ed Elia della Marra, offrendo una preziosa testimonianza dell’evoluzione dell’arte della terracotta in area padana.

Dipinti, argenti e memorie d’arte è la sezione ospitata nella Sala Rossa che presenta la ricomposizione dell’Assunta, dipinto del primo Seicento opera di Karl Santner. Alla tela principale, custodita al museo dal 2008, sono state riaccostate tre porzioni da cui era stata separata a metà Novecento. Accanto a questo capolavoro figurano altre opere giunte in dono o in deposito che spaziano dal Seicento al Novecento mantovano, tra cui spicca la Testa di Contadina in terracotta di Vindizio Nodari Pesenti. Arricchiscono l’allestimento preziose argenterie sacre e profane, come il reliquiario di Sant’Apollonia in argento e cristallo di rocca e raffinati servizi da scrittoio del Settecento.

Tra gli eventi collaterali connessi alla mostra, il 7 novembre 2026 si terrà un convegno di studi dedicato all’arte della terracotta nel XV secolo, curato da docenti e ricercatori dell’Università di Trento, nel quale verranno presentati in anteprima i risultati delle analisi scientifiche condotte sulle opere esposte.