Due Csm distinti e stop al correntismo: le ragioni del Sì di FdI

MANTOVA – Con un Sì deciso e motivato al quesito referendario del 22 e 23 marzo, gli esponenti di Fratelli d’Italia si sono presentati questa mattina al gazebo informativo allestito in piazza Martiri di Belfiore. Con loro anche il candidato sindaco del centro destra a Mantova Raffaele Zancuoghi. «Non votiamo per un partito. Votiamo per la qualità della nostra giustizia», ha dichiarato in apertura la senatrice e coordinatrice provinciale Paola Mancini, intervenuta per illustrare le ragioni del Sì al referendum sulla giustizia.

Nel merito della riforma è entrata Paola Bulbarelli, consigliera regionale del partito: «Con il Sì introduciamo una vera separazione delle carriere, con due Csm distinti: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Stop ai passaggi tra funzioni. Stop al correntismo che ha trasformato il Csm in un luogo di equilibri interni. I membri saranno scelti per merito e sorteggiati, per ridurre il peso delle logiche di appartenenza». Bulbarelli ha inoltre sottolineato l’importanza di prevedere strumenti affinché eventuali errori dei magistrati non restino senza conseguenze. Mancini ha poi approfondito i contenuti del quesito referendario: «Oggi giudici e pubblici ministeri appartengono alla stessa carriera e allo stesso sistema di autogoverno, con un unico Csm. Ma in un processo penale chi accusa e chi giudica devono essere nettamente separati. Non basta che il giudice sia imparziale: deve anche apparire tale, senza ombre e senza legami con chi sostiene l’accusa».

Il percorso di riforma, è stato ricordato, era iniziato nel 1989 con la cosiddetta Legge Vassalli, che aveva segnato il passaggio dal sistema inquisitorio a quello accusatorio, introducendo la parità tra accusa e difesa. «È necessario completare ora quella riforma, che prevedeva già in origine la separazione delle carriere – ha aggiunto la senatrice – dando piena attuazione agli articoli 104 e 111 della Costituzione». Al gazebo, tra i diversi esponenti del partito, era presente anche il coordinatore cittadino Stefano Nuvolari, che ha criticato la lettura politica del referendum: «Non si tratta di una battaglia contro il governo. La posizione del No va contro l’interesse dei cittadini. La riforma favorirà chi sarà giudicato con accusa e difesa sullo stesso piano, garantendo un comportamento equo da parte dei magistrati».
In vista della consultazione referendaria, Fratelli d’Italia ha annunciato una serie di iniziative sul territorio per illustrare i contenuti del quesito e le ragioni del Sì. Al momento sono previsti i seguenti appuntamenti, in ordine cronologico:

  • Roncoferraro, 27 febbraio, Agriturismo Corte Grande;

  • Mantova, Sala degli Stemmi, 6 marzo 2026, con il senatore Marcello Pera, presidente emerito del Senato;

  • Borgo Mantovano, 9 marzo;

  • Castel Goffredo, 12 marzo, Sala Consiliare di piazza Mazzini, ore 21;

  • Castiglione delle Stiviere, 14 marzo;

  • Curtatone, 15 marzo;

  • Viadana, 16 marzo, all’Associazione La Meridiana, con gli avvocati Stefano Beltrami e Sebastiano Tosoni;

  • Guidizzolo, 17 marzo;

  • Roverbella, 18 marzo;

  • Porto Mantovano, 19 marzo.

Elisabetta Romano