“E come potevamo noi cantare”: la musica attraversa i luoghi della memoria

MANTOVA – La storia non si legge solo sui libri, ma si cammina e si ascolta tra le vie della città. Martedì 31 marzo , dalle ore 8.45 alle 12.45, le Scuole Secondarie di Secondo Grado di Mantova saranno protagoniste di un evento unico nel suo genere: “Attraverso i luoghi della memoria mantovana – e come potevamo noi cantare”.

Un itinerario tra simboli e testimonianze

Il percorso educativo, curato da Giovanna Maresta e Andrea Ranzato, si snoda attraverso i punti cardine della memoria cittadina legati alla Shoah e alle persecuzioni:

  • Stazione Ferroviaria (Binario 1): Luogo delle deportazioni.
  • Sinagoga Norsa-Torrazzo: Cuore della vita spirituale ebraica.
  • Loggia del Grano: Spazio di narrazione collettiva.
  • Memoriale della Shoah: Presso la Biblioteca Teresiana e il Liceo “Virgilio”.

La musica come linguaggio civile

L’iniziativa, promossa dal Conservatorio “Lucio Campiani”, mette al centro la musica come strumento di rielaborazione del dolore. Le canzoni dei ghetti e i cori della tradizione ebraica, elaborati da Romano Adami, Luca Buzzavi e Tommaso Consoli, saranno eseguiti dal Coro e dall’Ensemble Femminile del Liceo Musicale “Isabella d’Este”.

Ad accompagnare le note, le voci recitanti di Francesca Campogalliani e Michele Romualdi daranno vita a testi di Primo Levi, Elie Wiesel e Italo Bassani, oltre a memorie inedite di testimoni mantovani come Lidia Gallico e Vittorio Tarè.

La voce del passato per i cittadini di domani

Il Laboratorio di Storia del Liceo delle Scienze Umane “Isabella d’Este” ha recuperato interviste e materiali rari, includendo anche le preziose memorie dei sinti e rom mantovani tratte dall’Archivio Sucar Drom.

Questo appuntamento rappresenta un’occasione fondamentale per gli studenti: unire la precisione della ricerca storica alla forza emotiva della performance artistica per mantenere viva la memoria non come fredda ricorrenza, ma come responsabilità attiva e quotidiana.