Gioventù Nazionale in piazza contro Salis: «Qui legalità e rispetto, valori opposti ai suoi»

MANTOVA – «Siamo qui perché vogliamo dimostrare che c’è una generazione di giovani che non si arrende e che non si sente rappresentata dagli esempi che ci vengono propinati attraverso il megafono dei giovani del centrosinistra e, soprattutto, della sinistra radicale. Questa non è una piazza contro. È una piazza a favore della legalità, delle forze dell’ordine, di chi lavora e produce ricchezza, a differenza di chi gira l’Europa per fare del male ai propri avversari politici».
Così il segretario provinciale di Gioventù Nazionale, Leonardo Minelli, spiega le ragioni del flash mob organizzato in segno di protesta contro la presenza a Mantova di Ilaria Salis. L’iniziativa ha portato in piazza Martiri di Belfiore una settantina di persone, tra cui molti giovani e diversi esponenti di Azione Studentesca Mantova.

Con loro anche alcuni dirigenti mantovani di Fratelli d’Italia, tra cui la coordinatrice provinciale, senatrice Paola Mancini, Roberta Gaburri, componente del direttivo del partito, e i consiglieri comunali di Mantova Chiara Esposito, Stefano Nuvolari e Salvatore Scalia. Ad aprire gli interventi è proprio Minelli, seguito da Jacopo Antoniazzi di Azione Studentesca e da altri partecipanti, tutti a sottolineare che «chi è in piazza Martiri esprime valori quali legalità, rispetto e senso civico, l’opposto di ciò che Salis rappresenta».

Con Minelli c’è poi il tempo per approfondire alcuni temi a partire da quello, rimarcato dalla stessa Salis, che la protesta avrebbe finito per fare una notevole pubblicità innanzitutto al suo arrivo a Mantova.
«Sicuramente a volte bisogna anche rischiare e noi lo abbiamo fatto. Il risultato, comunque, è quello di aver portato in piazza tanti ragazzi che speriamo possano vedere in Gioventù Nazionale e nel centrodestra un contraltare a persone come la Salis. Se con questo le abbiamo dato visibilità, dico che è un rischio che valeva la pena correre».

Corre d’obbligo, però, la domanda sul fatto che Salis sia rimasta europarlamentare grazie al voto a scrutinio segreto a Strasburgo di alcuni franchi tiratori del centrodestra che le hanno garantito l’immunità.

«Noi rivendichiamo l’autonomia del nostro movimento giovanile di Fratelli d’Italia e il diritto al nostro dissenso, che oggi vogliamo manifestare indipendentemente da chi contribuì, sbagliando, a salvarla».

Cosa vi sentite di dire ai vostri coetanei che invece questa sera sono ad ascoltare Ilaria Salis?
«Bisogna capire quale sia la prospettiva di vita di ciascuno di noi e quale visione abbiamo del mondo. Noi siamo ancorati alle nostre radici, alla terra dei nostri padri, e abbiamo l’ambizione di portare l’Italia a competere con le grandi potenze internazionali da un punto di vista economico, tecnologico, politico e, oserei dire, anche spirituale. Se qualcuno pensa che la patria, la famiglia e l’attaccamento alle proprie radici siano ciò che fa per lui, questa è casa sua; altrimenti è meglio che segua la Salis».

Quali delle sue prese di posizione vi danno più fastidio?
«Sicuramente tutto ciò che è legato all’abolizione dei confini, alla visione no border dell’Europa e del mondo, che per noi è assolutamente aberrante. Poi c’è tutto il tema relativo alle cosiddette lotte sociali, che lei presenta come tali ma che, in verità, non sono altro che il tentativo di incentivare il conflitto negli strati della popolazione più in difficoltà, e il suo atteggiamento belligerante nei confronti degli avversari politici. Questo a noi non può assolutamente andare bene. La nostra è una piazza di libertà, aperta a chiunque abbia nel concetto di Nazione il proprio perno».

Lo stesso concetto viene ribadito poco dopo dai giovani manifestanti, che intonano insieme l’Inno di Mameli.
La manifestazione prosegue intanto nella massima tranquillità, nonostante in piazza siano presenti anche alcuni giovani esponenti dei movimenti di sinistra, che si limitano però a osservare a distanza.
Nessun momento di tensione neppure quando un’auto attraversa la zona con i finestrini abbassati e dalle casse si sente risuonare “Bella ciao”. Le forze dell’ordine, presenti numerose, si allertano immediatamente, ma non si rende necessario alcun intervento: l’auto prosegue infatti senza fermarsi e l’episodio passa quasi inosservato, tanto che molti manifestanti non si accorgono nemmeno della sua presenza.