GONZAGA – Come da tradizione ormai consolidata, mercoledì 24 luglio alle ore 18, la basilica di Gonzaga ospiterà la Santa Messa in suffragio di Matilde di Canossa, figura cardine della storia medievale europea e profondamente legata ai territori mantovani. Alla celebrazione sarà presente una rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, accompagnata dal Gonfalone civico, a testimonianza del valore identitario che la comunità continua a riconoscere alla “Gran Contessa”.
Per l’occasione, negli spazi della basilica sarà allestita una piccola esposizione di opere a soggetto matildico del pittore carpigiano Maurizio Setti, autore che da anni indaga la dimensione simbolica e politica della figura di Matilde attraverso una pittura intensa, materica, spesso costruita su cromie che evocano la forza del potere femminile nel Medioevo. Le tele selezionate per Gonzaga offriranno ai visitatori un percorso visivo che dialoga con la memoria storica e con la spiritualità della celebrazione.
Matilde di Canossa: una storia che passa anche da Bondeno di Gonzaga
Matilde di Canossa (1046–1115) è una delle personalità più influenti dell’Europa medievale. Donna di potere, stratega politica, mediatrice tra Papato e Impero, fu protagonista dell’episodio simbolo della lotta per le investiture: l’umiliazione di Enrico IV a Canossa nel 1077, quando l’imperatore attese il perdono di papa Gregorio VII.
La sua vicenda personale e politica attraversa profondamente il territorio mantovano. Morì il 24 luglio 1115 a Bondeno di Gonzaga, nella curtis che faceva parte dei possedimenti canossiani. La tradizione vuole che Matilde trascorresse gli ultimi giorni circondata dai suoi fidati collaboratori, impegnata fino all’ultimo nella gestione dei beni e delle alleanze che avevano reso il suo dominio uno dei più solidi dell’Italia centro-settentrionale. I suoi possedimenti furono poi ereditati dalla famiglia dei Corradi-Gonzaga, che dopo la sua morte divennero i signori di Mantova.
La commemorazione del 24 luglio a Gonzaga non è soltanto un rito religioso: è un gesto di identità civica, un modo per riaffermare il legame tra la comunità e una figura che ha contribuito a definire la storia politica, culturale e territoriale della pianura padana.
Maurizio Setti e l’immaginario matildico
Le opere di Maurizio Setti dedicate a Matilde si distinguono per la capacità di fondere elementi storici e interpretazione contemporanea. Setti non si limita alla rappresentazione iconografica: lavora sulla tensione tra potere e spiritualità, tra la donna e il mito, tra la figura storica e la sua eredità simbolica. La scelta di esporre alcune sue tele in basilica durante la Messa crea un dialogo suggestivo tra arte, memoria e liturgia.

















