SUZZARA – Dalla chiusura per il periodo natalizio al ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (Cigo), la situazione dello stabilimento Iveco di Suzzara riflette le difficoltà di mercato e le incertezze legate al futuro industriale. La sospensione dell’attività sarà coperta attraverso ferie e Par residui, con chiusura programmata dal 24 al 31 dicembre 2025 e nei giorni 2 e 5 gennaio 2026. Ulteriori fermate sono previste il 7, 8, 9 e 12 gennaio 2026, con richiesta di Cigo per i lavoratori sospesi. Alcuni dipendenti potranno essere comandati al lavoro per esigenze tecnico-organizzative e produttive.
Il consuntivo della produzione 2025 registra circa 54.000 veicoli, con una contrazione del 30% rispetto al 2023 (80.000) e un calo rispetto al 2024 (72.000). Le previsioni per il 2026 non mostrano segnali di ripresa: il volume produttivo resterà simile, con riduzione dei Van e conseguente eliminazione del terzo turno nei reparti di lastratura e verniciatura. La riorganizzazione comporterà il trasferimento di personale su primo e secondo turno e un esubero di circa 40 contratti staff leasing da febbraio 2026.
Sul piano nazionale, ieri al Mimit di Roma si è svolto l’incontro tra le segreterie di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr con il ministro Urso. I sindacati hanno chiesto al Governo un impegno concreto per portare al tavolo la multinazionale indiana Tata Motors, dopo la vendita del marchio, e chiarimenti sulle interlocuzioni già avvenute e sulle prescrizioni legate al golden power.
Intanto nello stabilimento saranno convocate assemblee sul contratto. Dal 1° gennaio 2026 scatterà la penultima tranche dell’aumento previsto dal Ccsl, pari al +2% sui minimi tabellari, parte di un percorso quadriennale che porterà a un incremento complessivo del 18,7% della paga base. Gli aumenti potrebbero beneficiare di una tassazione agevolata al 5% entro il limite di 28.000 euro lordi, come previsto dal Disegno di Legge di Bilancio 2026, su cui i sindacati chiedono un innalzamento della soglia.
Forattini interroga il Ministro Urso: “Golden power e garanzie su occupazione e tecnologia”
All’indomani dell’incontro al Mimit tra Governo, azienda e sindacati, la deputata mantovana del Partito Democratico Antonella Forattini ha presentato un’interrogazione al Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso sull’applicazione del golden power nell’operazione di cessione del ramo veicoli commerciali di Iveco al colosso indiano Tata Motors. Forattini ha sottolineato come, durante il tavolo ministeriale, sindacati, sindaci e amministratori abbiano espresso valutazioni critiche rispetto alla genericità delle risposte fornite dal Governo sulle interlocuzioni già avviate con Tata Motors e sulle condizioni che dovrebbero essere poste nell’ambito dell’esercizio dei poteri speciali.
La deputata richiama l’attenzione non solo sulla rilevanza strategica degli stabilimenti e dell’occupazione, ma anche sulle tecnologie dual use e sui flussi di dati legati alla digitalizzazione dei mezzi, alla logistica intelligente, alla geolocalizzazione e ai sistemi di gestione avanzata.
“I rischi legati a un eventuale trasferimento del controllo di asset tecnologici e dei relativi dati, in assenza di prescrizioni chiare e vincolanti, riguardano la sovranità industriale, la sicurezza economica e la capacità del Paese di presidiare segmenti strategici dell’industria avanzata” ha osservato Forattini. La prlamentare dem accusa il Ministro Urso di aver fornito “superficiali e frettolose rassicurazioni” e chiede invece che venga promosso con urgenza un incontro istituzionale con Tata Motors, alla presenza delle organizzazioni sindacali, per rendere espliciti e verificabili gli impegni industriali, occupazionali e tecnologici richiesti alla futura acquirente.













