Ci sono automobili che custodiscono una storia e che, quando tornano in pista, riescono ancora a farla vivere. È il caso della Ferrari 312 T3 ex Gilles Villeneuve acquisita da Giorgio Girondi, presidente di Ufi Filters Group, e portata lo scorso fine settimana al Mugello, in occasione del Gran Premio Storico d’Italia.
Una monoposto che riporta agli anni in cui il talento del pilota canadese cominciava a conquistare i ferraristi: coraggio, istinto e un modo di guidare capace di trasformare ogni gara in un’attesa.
Oggi quella Ferrari è entrata nella collezione di Girondi, che la pilota personalmente, aggiungendo un tassello di particolare valore sportivo e affettivo. Sabato, al Mugello, a provarla sono stati anche René Arnoux e Luca Badoer, due nomi che appartengono a capitoli diversi della storia del Cavallino: il francese, protagonista in rosso negli anni Ottanta, e l’italiano, a lungo collaudatore della Scuderia. Il loro incontro con la 312 T3 ha legato epoche differenti, accomunate dalla stessa familiarità con le monoposto di Maranello.
Progettata sotto la guida di Mauro Forghieri, la 312 T3 fu impiegata dalla Ferrari nel campionato del mondo del 1978 e nelle prime due gare del 1979. Al volante si alternarono Carlos Reutemann e Gilles Villeneuve, con Jody Scheckter subentrato all’argentino nella stagione successiva. Una vettura legata a una Formula 1 in cui la meccanica e la sensibilità del pilota avevano un rapporto diretto, e ogni macchina conservava un carattere immediatamente riconoscibile. A raccontare il significato del ritorno in pista è stato anche il messaggio pubblicato sulla pagina facebook di Ufi Filters Group. L’azienda ha annunciato la presenza al Mugello della Ferrari, ora parte della collezione del proprio presidente, descrivendola come «un capitolo vivente della storia del motorsport».

















