MANTOVA – Quattro progetti mantovani, per un totale di quasi 190mila euro, sono stati finanziati dalla Regione nell’ambito del bando “La Lombardia è dei Giovani 2026”, che punta a creare opportunità, servizi e percorsi di partecipazione per le nuove generazioni. Nel dettaglio, sono stati finanziati: il Comune di Asola per “Radar Giovani: una rete per ascoltare, orientare e creare opportunità”: 40mila euro; il Comune di Monzambano con “Mincio Giovani Hub”: 40mila euro; l’Azienda Sociale Destra Secchia con “Next13”: 39.754 euro; il Comune di Suzzara con “Wannabe-i”: 30mila euro.
“Per il Mantovano – afferma il consigliere regionale Paola Bulbarelli – si tratta di un investimento significativo, che dimostra come la collaborazione tra Regione e territori possa tradursi in risorse concrete e in nuove opportunità. Ringrazio le amministrazioni e le realtà che hanno lavorato alla progettazione perché dietro questi finanziamenti ci sono idee e persone che scelgono di investire sul futuro delle nostre comunità. I progetti sono accomunati dalla volontà di mettere i giovani al centro, offrendo occasioni di ascolto, orientamento, aggregazione e partecipazione attiva. Il sostegno alle politiche giovanili significa creare condizioni perché i giovani possano trovare nel proprio territorio occasioni per crescere, sviluppare competenze, costruire relazioni e partecipare alla vita della comunità. Percorsi nei quali ragazze e ragazzi possano essere protagonisti e contribuire alla crescita delle proprie comunità”.
I progetti mantovani rientrano tra i 90 finanziati da Regione Lombardia in 11 province tramite il bando la ‘Lombardia è dei Giovani 2026’. “Con il bando ‘La Lombardia è dei Giovani 2026’ – dice il sottosegretario allo Sport e Giovani di Regione Lombardia, Federica Picchi – confermiamo il nostro impegno a favore delle nuove generazioni, investendo oltre 2 milioni di euro per rafforzare servizi e opportunità dedicate ai giovani lombardi. Siamo soddisfatti della risposta dei Comuni, anche grazie alla collaborazione con Anci Lombardia, e della copertura capillare su quasi tutte le province lombarde”.

















