MANTOVA – Madre Maria Ignazia Isacchi è ufficialmente Beata. Questa mattina in Sant’Andrea si è tenuto il rito presieduto dal cardinale Marcello Semeraro, in seguito al quale la fondatrice delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù, nativa del Bergamasco ma per lunghi anni della sua vita attiva nel Mantovano, prima a Gazzuolo e poi ad Asola, ha ricevuto la beatificazione.
Insieme al cardinale Semeraro hanno concelebrato mons. Marco Busca, vescovo di Mantova; mons. Mario Delpini, arcivescovo metropolita di Milano; mons. Francesco Cavina, vescovo emerito di Carpi; mons. Francesco Beschi, vescovo di Bergamo; mons. Anselmo Guido Pecorari, nunzio apostolico e arcivescovo titolare di Populonia. Alla cerimonia hanno partecipato numerose esponenti della Congregazione delle Suore Orsoline del Sacro Cuore, tra cui la Superiora generale Silvana Merlotti, la Vicaria generale Gianangela Caprini, le consigliere Daniela Azzini, Anésie Nibigira e Grazia Ghizleni, l’Economa generale Valentina Perego. Erano inoltre presenti le massime autorità civili e militari mantovane.
La cerimonia solenne è iniziata con il rito di ingresso da parte dei prelati e la richiesta da parte del postulatore di procedere alla beatificazione della Serva di Dio. E’ stata poi letta la biografia di Maria Ignazia Isacchi e successivamente si è proceduto alla lettura della Lettera Apostolica. Il momento più emblematico è stato quello dello svelamento dell’immagine della nuova Beata, seguito dall’ostensione della reliquia, l’Urna contenente una mano di Madre Ignazia Isacchi, incensata e venerata. Nell’omelia, il cardinale Marcello Semeraro ha parlato della “maternità spirituale” di madre Isacchi, “delle tensioni e delle difficoltà” vissute, tant’è che “la sua vita potrebbe essere descritta come un percorso a ostacoli”. “Anche per la nuova Beata – ha aggiunto – vivere le beatitudini è stato mettersi in cammino, anche se quel cammino era tortuoso. Non abbandonò la missione che le era stata affidata. Anche incoraggiata dai superiori, proseguì”.
La causa di beatificazione di madre Maria Ignazia Isacchi, nata a Stezzano (Bergamo) l’8 maggio 1857 e morta a Seriate il 19 agosto 1934, era cominciata il 17 dicembre 2022 quando Papa Francesco ne riconobbe le virtù eroiche, dichiarandola Venerabile. Per la beatificazione è stata approvata come miracolo la guarigione di una suora, avvenuta nel 1950: malata di polisierosite di sospetta natura tubercolare, guarì dopo una novena di preghiera a Madre Ignazia, in modo improvviso, completo e duraturo, senza spiegazione scientifica. Dal 13 ottobre 1985 il corpo di madre Isacchi riposa ad Asola, nella Cappella della Casa Madre. Il suo legame col Mantovano era iniziato nel 1892, quando la contessa Bianca Liberati Stanga chiese delle suore per aprire una scuola a Gazzuolo. Suor Ignazia arrivò in paese insieme ad altre 6 sorelle l’anno successivo e, come le era stato richiesto, diede vita a una nuova Congregazione, quella delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù. Dal 1° febbraio 1917 la Casa Madre si trasferì ad Asola.
Da domani, domenica 11 ottobre, a domenica 18 ottobre, l’Urna della Beata Maria Ignazia Isacchi sosterà nella cattedrale di Asola. Domani alle ore 10.30 si terrà l’apertura dell’Anno Pastorale con la Santa Messa presieduta da mons. Edgar Pena Parra, Nunzio Apostolico in Italia. Dal 12 al 17 ottobre ci sarà la possibilità di venerare la Beata con sosta e preghiera personale e alcuni momenti di preghiera comunitaria. Domenica 18 ottobre alle ore 16 si terrà la Messa solenne di ringraziamento concelebrata da mons. Marco Busca e mons. Francesco Beschi, vescovo di Bergamo. Al termine, l’Urna con le spoglie della Beata sarà riportata processionalmente nella cappella delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù.

















