Mantova ritrova Francesco IV Gonzaga: capolavoro di Pourbus esposto a Palazzo d’Arco

MANTOVA – Un volto riemerso dal Seicento torna a incrociare lo sguardo di Mantova. È quello di Francesco IV Gonzaga, quinto duca della città e terzo del Monferrato, protagonista di un ritratto raro e di grande formato firmato da Frans Pourbus il giovane, oggi esposto a Palazzo d’Arco dopo oltre quattro secoli dal momento in cui fu realizzato proprio alla corte gonzaghesca.
L’opera è stata presentata ufficialmente alla stampa nella mattinata di oggi proprio nelle sale del palazzo, alla presenza del presidente della Fondazione d’Arco Livio Giulio Volpi Ghirardini, del conservatore Italo Scaietta e dello storico dell’arte Paolo Bertelli, che hanno illustrato il valore artistico e storico del dipinto e il percorso che lo ha riportato temporaneamente in città.

Un capolavoro della ritrattistica europea

La tela (98×78 cm), databile attorno al 1605, è considerata una delle testimonianze più significative della ritrattistica europea dell’epoca. Pourbus, tra i massimi interpreti del genere, lavorò a Mantova per quasi un decennio negli stessi anni in cui alla corte dei Gonzaga era presente anche Rubens, prima di diventare ritrattista ufficiale del re di Francia. Il dipinto restituisce l’immagine del giovane duca con quella precisione formale e quella ricchezza di dettagli che caratterizzano la pittura di corte tra Cinque e Seicento. L’arrivo dell’opera in città rappresenta un evento di rilievo non solo per il valore artistico, ma anche per il legame simbolico con la storia mantovana. Il ritratto è infatti giunto grazie a Daniel Gonzaga, avvocato di Montevideo, che ha scelto di riportarlo temporaneamente nella città dei suoi antenati in segno di affetto e vicinanza. La tela era già stata esposta a Mantova in occasione della mostra “Rubens. Un libero genio alla corte dei Gonzaga”, allestita all’Archivio di Stato tra il 2023 e il 2024, per poi essere sottoposta a un accurato intervento di restauro a cura di Emanuela Scaravelli.

Dalla corte gonzaghesca alle aste, il lungo viaggio del dipinto

Conclusi i lavori, l’opera ha trovato collocazione fino al prossimo anno nelle sale di Palazzo d’Arco, grazie alla disponibilità della Fondazione. Il dipinto è esposto nella Sala di Pallade, dove dialoga con altri ritratti della dinastia, in particolare con quelli del padre Vincenzo I Gonzaga e della figlia Maria Gonzaga, creando un percorso visivo che attraversa generazioni e potere. Alle spalle dell’opera si intreccia anche una vicenda collezionistica complessa: tra Otto e Novecento il dipinto sarebbe stato parte della raccolta del marchese Alexander Pallavicini in Austria, dove era attribuito a Vincenzo II Gonzaga. Dopo la dispersione della collezione nel 1927 a Londra, il quadro è riemerso negli Stati Uniti, passando dalla proprietà del collezionista Ben Smith fino all’asta di Sotheby’s a New York nel 2022, dove è stato acquistato dall’attuale proprietario.

Un ciclo di incontri di approfondimento 

A corredo dell’esposizione, la Fondazione d’Arco propone un ciclo di incontri di approfondimento dedicati al dipinto e al contesto storico-artistico della corte gonzaghesca. Gli appuntamenti, condotti dallo storico dell’arte Paolo Bertelli e arricchiti da immagini e visita all’opera, si concluderanno con un aperitivo.
Il calendario prevede tre date: il 16 maggio alle 17.30 con “Arte e moda tra Cinque e Seicento”, il 7 novembre alle 17 con un focus su “Arte e armature alla corte di Mantova” e il 28 novembre alle 17 con un approfondimento su “Pourbus e Rubens alla corte di Mantova”. Un’occasione per rileggere, attraverso un solo sguardo dipinto, un intero capitolo della storia europea.