Melone mantovano, stagione al via con qualità eccellente e buona resa

RODIGO/SERMIDE – La stagione del melone mantovano 2026 parte con il piede giusto. Da Rodigo a Sermide, i produttori di Confagricoltura Mantova confermano un avvio caratterizzato da ottima qualità, quantità abbondante e un mercato che, almeno per ora, risponde bene. È quanto emerge dall’analisi dell’organizzazione agricola, che fotografa un comparto in salute nonostante l’aumento dei costi di produzione.

Le prime raccolte sono iniziate nell’ultima settimana di maggio, con un prodotto proveniente dalle serre che ha subito mostrato caratteristiche eccellenti. «Quantità e qualità ci sono – spiega Marco Russo, responsabile tecnico e qualità dell’azienda Francescon Op di Rodigo –. La qualità del primo prodotto è eccezionale e ci dà ottime prospettive anche per il pieno campo. Le superfici di semina sono rimaste stabili rispetto allo scorso anno e i prezzi si mantengono in linea con le ultime campagne». A pesare, invece, sono i costi in crescita, soprattutto per gasolio e fertilizzanti, un tema su cui il settore attende misure di calmieramento da parte del Governo.

Molto positivo anche l’andamento del melone mantovano IGP, che continua a beneficiare del lavoro di promozione svolto negli ultimi anni. «È partito molto forte anche quest’anno – aggiunge Russo –. Il prodotto è riconosciuto dal consumatore e si distingue sul mercato. Ottima la disponibilità sia del retato sia del liscio, con una qualità organolettica di livello altissimo».

Buone notizie arrivano anche da Sermide, dove l’azienda Lorenzini Naturamica conferma un avvio di stagione brillante. «Le piante hanno legato bene e la qualità è molto alta – afferma il titolare Cristiano Lorenzini –. Il mercato è ricettivo e i prezzi sono in linea con gli ultimi anni, anche se i costi di produzione sono aumentati». Sul fronte commerciale, Lorenzini sottolinea la presenza capillare del prodotto su tutto il territorio nazionale, sia nella Gdo sia nei negozi tradizionali, con il retato a polpa rossa come punta di diamante. Il melone liscio, invece, resta un riferimento identitario del territorio mantovano, apprezzato per aroma e dolcezza. «Garantiamo la tracciabilità di ogni singolo frutto e un minimo di 14° brix», ricorda l’imprenditore.

Un avvio di stagione, dunque, che conferma la forza di una filiera storica del territorio mantovano, capace di unire tradizione, innovazione e un prodotto che continua a distinguersi per qualità e riconoscibilità.