MOGLIA – Una Sala dell’Ecomuseo delle Bonifiche gremita come raramente si era visto in passato ha fatto da cornice, nel pomeriggio di sabato 17 ottobre, alla presentazione del volume “Ido Traldi – L’uomo, il politico, l’amministratore” (116 pagine, Editoriale Paolini Mantova). L’incontro è stato l’occasione per ricordare la figura di Traldi, indimenticato sindaco di Moglia dal 1985 al 1990 e figura di spicco della vita amministrativa e sanitaria locale, a poco più di trent’anni dalla sua scomparsa. Per onorarne la memoria e il profondo legame con la comunità, l’Amministrazione comunale ha annunciato l’intenzione di intitolargli un’area pubblica del paese.
La pubblicazione raccoglie ben 33 testimonianze scritte di chi lo ha conosciuto, stimato e amato, ma la giornata è stata arricchita anche da tanti ricordi spontanei raccontati dal vivo dai presenti in sala.
Il profilo di un amministratore geniale e la memoria della comunità
I lavori sono stati aperti dai saluti e dal ricordo commosso del sindaco di Moglia, Claudio Bavutti: «Ido è stato un grande amico dal quale ho imparato tantissimo – ha dichiarato il primo cittadino –. Ha saputo individuare strategie fondamentali per consentire lo sviluppo dell’ospedale di Suzzara. Oltre alle sue grandi doti politiche e amministrative, aveva un rapporto unico con le persone: sapeva realizzare cose che non tutti gli amministratori riescono a portare a termine».
A seguire è intervenuta la dottoressa Anna Gerola, direttore generale dell’Asst di Mantova, che ha evidenziato come il ricordo di Traldi sia ancora vivissimo tra i dipendenti e tra il personale in pensione per l’impronta gestionale lasciata nel settore sanitario.
La testimonianza dei curatori
Particolarmente toccante è stato l’intervento del figlio, l’avvocato Cesare Marco Traldi, accolto da un lungo e caloroso applauso della platea: «Mio padre era sempre in piazza pronto ad ascoltare i bisogni concreti della gente – ha ricordato il figlio Marco –. La pluralità di contributi che ha dato in ogni ambito è straordinaria. Questo libro vuole essere un serbatoio di ricordi e memoria, ma anche un ponte e un collante tra le diverse generazioni».
Infine, la co-curatrice del volume, la professoressa Agnese Benaglia, ha delineato i tratti umani e concettuali dell’ex sindaco: «Era un uomo di piazza, elegante, che si adoperava per il prossimo guidato da un profondo senso del dovere. Dal libro emerge con forza il ritratto di un uomo coraggioso, di un politico lungimirante e di un amministratore geniale».
(Foto Attilio Pignata)






















