Noi Siamo Curtatone: “Tosano, vittoria dei cittadini. Lo stralcio è solo un trucco elettorale”

L'area che era stata individuata per l'insediamento Tosano

CURTATONE – “Il dietrofront del Sindaco è il risultato della mobilitazione di centinaia di persone e delle oltre 1.000 firme raccolte. Non è un regalo, è una vittoria parziale dei cittadini che Bottani cerca di congelare fino a giugno.” Comincia così la nota di “Noi Siamo Curtatone” alla notizia annunciata stamani dal sindaco Carlo Bottani dello stralcio della variante Tosano, con l’area tra Eremo e Montanara che rimarrà agricola. 
“Oggi festeggiamo la forza di una comunità che non si è piegata: se Bottani parla di ‘ascolto’, è solo perché ha visto i numeri di una petizione che ha superato le 1.000 firme e ha sentito il fiato sul collo di centinaia di cittadini. Ma attenzione: lo stralcio non è uno stop definitivo. È una mossa tattica per superare le elezioni e riaprire la partita un minuto dopo il voto. Noi non vogliamo un rinvio, vogliamo la certezza che quei 90.000 m^2 restino agricoli per sempre.”

La nota di Noi Siamo Curtatone continua evidenziando che la decisione dell’Amministrazione uscente “è la dimostrazione che la mobilitazione civica può battere la prepotenza di chi governa il territorio dalle stanze chiuse. Tuttavia, le parole di Bottani sono ambigue e pericolose. Dichiarare che l’area resta agricola oggi, ma annunciare già un “tavolo di confronto” con l’impresa a giugno, significa trasformare le prossime elezioni amministrative in un vero e proprio referendum sulla cementificazione. Il Sindaco sta chiedendo una delega in bianco per decidere il futuro di Curtatone solo dopo essersi assicurato la poltrona. Non c’è solo il caso Tosano: il Pgt continua a presentare criticità inaccettabili in altre aree sensibili, come Levata, dove il consumo di suolo minaccia la qualità della vita dei residenti. Noi non abbassiamo la guardia”.
Quindi vengono ribadite le proposte della lista civica che sono “trasformare lo stralcio elettorale in una variante definitiva che tuteli i 90.000 m^2 di suolo agricolo, senza rinvii a giugno: la presa d’atto della volontà popolare espressa con la petizione e chiusura definitiva di ogni ipotesi di logistica pesante in quella zona; la cancellazione immediata delle previsioni di espansione che soffocano la frazione di Levata, mettendo al primo posto il decoro e la viabilità; e un Sindaco presente, non un Presidente part-time”.