“Non volevo le scarpe rosse”: la voce di un figlio contro i femminicidi

MANTOVA – La storia di una donna di nome Olga, madre di tre figli, per anni oggetto di violenza da parte dell’ex marito che infine, una mattina di luglio del 1997, la uccide per strada con un’accetta. E’ iniziato così “Non volevo le scarpe rosse”, lo spettacolo-testimonianza attraverso cui Giuseppe Delmonte ha raccontato a centinaia di ragazzi delle scuole superiori mantovane la vicenda della mamma, della sua stessa vita da orfano, di ciò che un femminicidio comporta per la vittima e per le persone che le stanno intorno.

Quella andata in scena questa mattina all’Ariston è stata la “prima” assoluta del format “Non volevo le scarpe rosse”, che richiama la modalità dei talk TEDx, con l’aggiunta di momenti di confronto e dibattito con personalità di eccellenza nel contrasto alla violenza di genere. Presenti in questa tappa, oltre al Presidente di associazione Olga Giuseppe Delmonte e alla Vice Gabriella Scaduto, anche Martina Semenzato, Presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, e Paola Di Nicola Travaglini, magistrata e consigliera di Cassazione.

“Perché Mantova? – ha commentato Delmonte – Sono stato qui nei mesi scorsi e ho avuto un grande riscontro dalla Rete Scolastica Mantovana, che mi ha chiamato offrendomi l’opportunità di parlare a centinaia di studenti qui rappresentati da vari Istituti. Hanno capito l’importanza di fare educazione all’affettività partendo dalle scuole”.

Ma quanto è stato fatto sul tema dei femminicidi, e quanto resta da fare? “In questi anni, rispetto al 1997 quando morì mia madre, è stato fatto molto perché ci sono leggi a tutela di queste donne e stanno iniziando anche le tutele versi gli orfani di femminicidio. Bisogna fare ancora sicuramente tantissimo, partendo dalla prevenzione. Come associazione Olga siamo convinti che la prevenzione debba iniziare dai primi gradi di istruzione”.

Delmonte aveva 18 anni. Oggi ne ha 49 e lavora in un ospedale di Milano. Dopo 25 anni di rimozione, dolore e silenzio, ha deciso di non tacere più: da questa scelta è nata l’Associazione Olga. “Come associazione Olga – ha aggiunto Scaduto, che è anche psicologa e psicoterapeuta – oggi lanciamo la campagna “Tu Sei Importante”, rivolta alle giovanissime, alle adolescenti, alle donne. Significa che il tuo valore non dipende da ciò che dicono di te, da come ti guardano, da come ti fanno sentire, ma la tua voce merita ascolto, il tuo corpo merita rispetto e le tue emozioni hanno un peso. Ma soprattutto i tuoi confini sono reali. Proprio per questo crediamo nel diritto alla sicurezza, alla salute mentale, alla dignità e alla libertà e lavoriamo ogni giorno perché nessuna ragazza debba sentirsi sola, spaventata o senza voce”.