Notte di Capodanno: volontari e forze dell’ordine in prima linea

MANTOVA – Mentre migliaia di persone brindavano all’arrivo del 2026 tra il concerto di Vinicio Capossela in piazza Sordello e i fuochi d’artificio sul lungolago Gonzaga, c’era un’altra città che non compariva sui palchi né nelle foto dei festeggiamenti. Una città fatta di volontari, operatori sanitari, forze dell’ordine e vigili del fuoco che, lontano dai riflettori, hanno vegliato sulla sicurezza di tutti.

È la Mantova che lavora quando gli altri si divertono. Quella che non fa rumore, ma che permette a migliaia di persone di vivere una notte di festa senza pensieri.

Una macchina silenziosa, coordinata da Questura e Prefettura

Il dispositivo di sicurezza predisposto da Questura e Prefettura di Mantova ha funzionato come un ingranaggio perfetto. Una rete capillare di presidi, pattuglie e mezzi di soccorso ha monitorato la città per tutta la notte, garantendo interventi rapidi e prevenzione costante.

Le associazioni di volontariato: il cuore pulsante dell’assistenza

In piazza Sordello e lungo il percorso dei festeggiamenti erano presenti:

  • Croce Verde Mantova e Croce Verde Cremona
  • Croce Rossa Italiana – comitati di Suzzara e Mantova
  • Porto Emergenza
  • Soccorso Azzurro

Decine di volontari hanno trascorso la notte tra barelle, radio, zaini di primo soccorso e sguardi attenti rivolti alla folla. Gli equipaggi della Croce Verde Mantova, oltre alla presenza in piazza, hanno garantito assistenza anche a Mantova città e Goito, coprendo un territorio ampio e complesso.

A Quistello, l’equipaggio della Croce Bianca è rimasto operativo per tutta la notte, pronto a intervenire in caso di necessità.

Vigili del fuoco e forze dell’ordine: sicurezza senza sosta

A Suzzara, una squadra dei Vigili del Fuoco è rimasta attiva per tutta la notte, pronta a rispondere a eventuali emergenze. Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale hanno pattugliato strade, piazze e aree sensibili, garantendo ordine pubblico e prevenzione.

Il sacrificio di chi c’è sempre

Dietro ogni ambulanza in standby, dietro ogni divisa che presidia una piazza, c’è una storia di rinunce: una cena saltata, un brindisi mancato, una famiglia che aspetta a casa. Eppure, nessuno di loro lo fa per riconoscenza o applausi. Lo fanno perché credono nel valore del servizio, nella responsabilità verso la comunità, nella forza di esserci quando serve.

Questa notte di Capodanno, come ogni anno, ha ricordato che la festa è possibile anche grazie a chi sceglie di non festeggiare per permettere agli altri di farlo.

C’è chi ha ballato, cantato, brindato. E lo ha fatto in sicurezza grazie a una rete di donne e uomini che hanno trasformato la loro notte in un dono alla comunità.

A loro – volontari, operatori sanitari, forze dell’ordine, vigili del fuoco – va il primo grande “grazie” del 2026.