MANTOVA – C’è anche Stefano Nuvolari, attuale Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, tra i candidati consiglieri presenti nella lista di Fratelli d’Italia che alle prossime elezioni amministrative sosterrà il candidato sindaco del centrodestra Raffaele Zancuoghi. A lui rivolgiamo alcune domande in vista delle votazioni ormai alle porte.
Nuvolari, da Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia ha deciso di candidarsi come consigliere alle prossime elezioni amministrative. Come ha maturato questa scelta?
“In tanti anni di politica attiva, di confronto con le associazioni di categoria e di proposte progettuali condivise, come la ZLS Mantova – Cremona, credo che una eventuale carica comunale possa dare quella legittimazione istituzionale che permette di portare avanti con più forza ulteriori idee a beneficio della comunità mantovana. Ritengo, inoltre, che un buon gruppo di consiglieri del cdx possa e debba, da subito, costruire un’alternativa credibile alla sinistra mantovana che da troppi anni governa, senza risolvere alcun nodo strategico del territorio”.
Ci riassume quali sono state le idee e le iniziative principali di Fratelli d’Italia per Mantova in questi ultimi anni?
“Io posso parlare del periodo da quando sono stato eletto coordinatore cittadino. Il primo obiettivo che mi sono dato è stato quello di “trascinare” fuori dalle case gli elettori di centro destra dando loro occasioni di ascolto e confronto sui temi e sui valori che Fratelli d’Italia ha messo da sempre alla base della propria politica nazionale e territoriale: per questo, ho organizzato sette convegni in otto mesi con stimati giornalisti della nostra area politica, come Capezzone, Bocchino, Biloslavo, Senaldi, Borgonovo e Busacca, affrontando i temi della cultura Woke, del politically correct, dell’immigrazione clandestina, della fasciofobia, per esempio ed altri incontri sul tema della famiglia, dei valori cristiani e della sicurezza. Questo per dare uno spazio culturale diverso a chi a Mantova non l’ha mai avuto, per potere alzare la testa senza preoccuparsi di sentirsi fuori posto, obbligati a subire una cultura ideologica che non ci appartiene”.
A suo giudizio, quali sono le problematiche principali che i mantovani sentono maggiormente, e che allo stato attuale non vengono adeguatamente trattate o risolte?
“La sicurezza è senz’altro quello più facile da vedere, perché ci tocca tutti nel vivere quotidiano. Ed è un problema che la sinistra ha scoperto solo pochi mesi fa quando la campagna elettorale era vicina. E non è credibile che chi ha ignorato per anni il problema e che a livello nazionale l’ha creato, difendendo e supportando un’immigrazione incontrollata, sfilando a fianco dei centri sociali, facendo eleggere in Europa chi ritiene giusto occupare abusivamente le case, opponendosi ad ogni decreto sicurezza, osteggiando i trasferimenti nei CPR in Albania, adesso si professa volenterosa e capace di risolverlo. Ma, con un minimo di analisi critica, i veri nodi della città sono ancora lì, tutti intonsi dopo 11 anni di Amministrazione Palazzi e oltre 300 milioni di soldi pubblici spesi: il sistema tangenziale è ancora incompleto e la viabilità della città notevolmente peggiorata, i treni, con merci pericolose, continuano a lambire le case di tre quartieri della città, con rischi di una seconda Viareggio, le imprese del territorio non trovano le professionalità necessarie per crescere perché non è stata attuata una politica di formazione specifica tramite ITS e Università che, nei numeri, è rimasta ad 11 anni fa, e i ragazzi continuano ad andarsene altrove a trovare sbocchi lavorativi idonei alle loro aspettative. Il turismo è sempre mordi e fuggi e basso-spendente. E aggiungiamo il declino del commercio in città , con un 30% in meno di attività commerciali attive. Il sindaco uscente è stato bravo, con opere , più o meno utili, grazie ai fondi del PNNR, a far deviare l’attenzione dei cittadini dai veri temi strategici per lo sviluppo della città che ancora oggi sono lì, giacenti in un cassetto impolverato.
Quale valore aggiunto ritiene che possa portare alla città la coalizione guidata da Raffaele Zancuoghi?
“Senz’altro l’alternanza è un valore aggiunto che libera idee e soluzioni strategiche per il capoluogo. Il focus del programma condiviso dal candidato con le varie componenti della coalizione è quello di riportare Mantova a svolgere il suo ruolo di capoluogo , traino per tutta la provincia, istituzionalizzando le sinergie tra enti , associazioni e portatori di interessi che sono rimasti inascoltati in tutti questi anni in cui l’Amministrazione comunale ha limitato la sua azione alla sola ricerca del consenso elettorale dei residenti, ignorando il suo ruolo centripeto e chiudendo la città sempre più in sé, isolandosi dal resto della provincia e della regione. E quei nodi di cui ho parlato sopra sono i temi principali del programma, perché non sono più rimandabili. Cura delle strade, dei marciapiedi, del verde urbano e un welfare di qualità sono la normalità per un’amministrazione, il minimo sindacale per chi vuole proporsi a governare una città. E anche su questo fronte, comunque, molti quartieri sono stati dimenticati e si trovano in condizioni di carenze urbanistiche ingiustificabili”.
Se dovesse riassumere le sue priorità per Mantova in tre parole, quali sarebbero?
“Sicurezza, perché senza di essa tutto il resto diventa secondario. Infrastrutture, per una città vivibile per i cittadini, raggiungibile da più turisti alto – spendenti ed appetibile per chi vuole investire. Formazione territoriale, perché le imprese possano crescere ed i ragazzi restare a Mantova, trattenuti da possibilità di carriere di lavoro appaganti e in linea con i loro percorsi di studio”.
Qual è il suo auspicio per le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio?
“Il mio auspicio è che i cittadini mantovani siano generosi verso le nuove generazioni, scegliendo in base a quel ragionamento che ho esposto sopra, riguardante i veri nodi irrisolti della città , e che i giovani vadano a votare per crearsi a Mantova quel futuro che fino ad oggi hanno immaginato altrove. Se così non sarà , la città proseguirebbe il suo lento ed irreversibile declino”.
















