Ottobre Organistico, al “Campiani” un viaggio nella tradizione europea con Irene De Ruvo

MANTOVA – La grande tradizione organistica europea sarà protagonista venerdì 23 ottobre all’Auditorium “G. Cavazzoni” del Conservatorio “Lucio Campiani” di Mantova. Alle 18.30 è in programma “Le spalle dei giganti”, un concerto per organo solista affidato a Irene De Ruvo, pianista, clavicembalista e organista, inserito nel cartellone dell’Ottobre Organistico 2026. L’ingresso sarà gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Il titolo dell’appuntamento richiama la celebre Sala dei Giganti di Palazzo Te, affrescata da Giulio Romano, ma evoca anche il valore della tradizione e dell’eredità artistica. L’idea è che ogni nuova espressione musicale nasca dal confronto con le opere e le esperienze di chi l’ha preceduta, raccogliendone gli insegnamenti per aprire nuove prospettive.

Il programma propone un percorso attraverso epoche e stili diversi, dal Rinascimento al Barocco, fino alle forme del primo Classicismo, mettendo in dialogo alcuni dei maggiori protagonisti della musica per tastiera europea.

Ad aprire il concerto sarà la Sonata in Fa maggiore Wq 70/3 di Carl Philipp Emanuel Bach, composta per la principessa Anna Amelia di Prussia e articolata nei tre movimenti Allegro, Largo e Allegretto. Seguirà il Preludio e fuga in Re minore BWV 539 di Johann Sebastian Bach, conosciuto anche come “Fuga del violino”, un brano che rielabora per organo materiale musicale originariamente legato alla Sonata n. 1 per violino solo.

Al centro della serata troverà spazio il Praeludium in Do maggiore BuxWV 137 di Dieterich Buxtehude, figura di riferimento della scuola organistica nord-tedesca. La composizione rappresenta un esempio dello stylus phantasticus, caratterizzato da libertà formale, passaggi virtuosistici e contrasti espressivi, attraverso l’alternanza di preludio, fuga e ciaccona.

Il percorso musicale proseguirà con Mein junges Leben hat ein End di Jan Pieterszoon Sweelinck, serie di sei variazioni su una melodia di origine tedesca. Il tema, dal carattere malinconico e riflessivo, viene sviluppato attraverso una scrittura progressivamente più elaborata, mettendo in luce la ricchezza della tradizione tastieristica tra Rinascimento e Barocco.

A concludere sarà la Fantasia in Sol maggiore BWV 572 di Johann Sebastian Bach, nota anche come Pièce d’orgue. Divisa in tre sezioni, Très vitement, Gravement e Lentement, la composizione si distingue per il rapporto con la tradizione organistica francese e con lo stile plein jeu, che sfrutta la sonorità piena e solenne dell’organo a canne.

“Le spalle dei giganti” si propone così come un itinerario musicale nel quale ogni compositore raccoglie e trasforma l’eredità dei predecessori. Un filo che unisce le diverse epoche e che trova nel concerto mantovano un’occasione per riscoprire la vitalità di un patrimonio musicale ancora capace di parlare al pubblico contemporaneo.