Patto per il Nord, Lafelli: «valorizzare le sagre che tengono vive comunità e tradizioni»

MANTOVA – Valorizzare le sagre e le feste di paese come presidio di comunità, tradizioni e identità del territorio. È il messaggio lanciato da Francesca Lafelli, responsabile del “Patto per il Nord Mantova”, che richiama l’attenzione sul lavoro spesso silenzioso di volontari, associazioni, commercianti e cittadini impegnati nell’organizzazione degli appuntamenti locali.
«C’è un’Italia che spesso non fa rumore, ma che ogni giorno costruisce comunità», sottolinea Lafelli, ricordando come dietro ogni sagra ci siano persone che dedicano tempo ed energie alla buona riuscita delle manifestazioni.
Per Patto per il Nord Mantova, infatti, le sagre non rappresentano soltanto occasioni di festa e convivialità, ma momenti nei quali le comunità possono ritrovarsi, mantenere vive le proprie tradizioni, promuovere i prodotti e le realtà locali e rafforzare i rapporti tra generazioni diverse.
«Dietro una tavolata, una manifestazione, una cucina allestita o una serata in piazza ci sono spesso giorni e settimane di lavoro volontario», evidenzia Lafelli. Un impegno che, secondo la responsabile mantovana del movimento, contribuisce a mantenere vivo il tessuto sociale dei piccoli e grandi centri della provincia. Un patrimonio fatto di partecipazione che Patto per il Nord considera parte integrante dell’identità dei territori: «Vogliamo difendere comunità vive, l’orgoglio per il proprio territorio e le persone che hanno ancora voglia di fare insieme».

Ieri sera una rappresentanza del Patto per il Nord Mantova è stata a Ponti sul Mincio, insieme agli esponenti delle sezioni di Brescia e Verona, per partecipare nell’ultimo giorno della Sagra di San Gaetano a una serata all’insegna della convivialità e, soprattutto, per testimoniare vicinanza a chi si impegna nell’organizzazione delle iniziative di paese.
«I territori non si raccontano soltanto: si vivono, si sostengono e si costruiscono insieme – conclude Lafelli –. E una sagra, in fondo, è proprio questo: una grande tavola attorno alla quale una comunità torna a riconoscersi».