PIEVE DI CORIANO (BORGO MANTOVANO) – Un’operazione complessa, realistica e ad alta intensità: all’ospedale di Pieve di Coriano oggi è andata in scena la simulazione di evacuazione più impegnativa dell’esercitazione nazionale Exe Po 2026, dedicata alla gestione del rischio idrogeologico nel bacino del fiume Po. Una prova che ha messo in moto un sistema articolato, fatto di mezzi, competenze e coordinamento tra istituzioni. La giornata ha visto coinvolti 47 figuranti, ciascuno con una propria identità clinica: 8 pazienti allettati, 33 deambulanti, 6 casi critici intubati rappresentati da manichini in Terapia Intensiva. Lo scenario prevedeva una preallerta di 48 ore per l’arrivo di una piena del Po, con la conseguente attivazione dell’unità di crisi e del piano di maxi‑emergenza del presidio.
Come si è svolta l’evacuazione
I pazienti dimissibili sono stati indirizzati al rientro a domicilio, mentre gli altri sono stati trasferiti tramite ambulanze alla stazione ferroviaria di Poggio Rusco, dove li attendeva un treno sanitario attrezzato per la maxi‑emergenza, diretto a Bologna per lo smistamento negli ospedali disponibili. Nel piazzale Zanardi è stato allestito il Pass (Punto di assistenza socio-sanitaria” composto da cinque tende ambulatori, due sale di attesa, una segreteria, un container per la logistica e una tenda-magazzino. Il Pass questa mattina è stato visitato dal Capo Dipartimento Fabio Ciciliano.
I casi più gravi sono stati temporaneamente ricoverati in una terapia intensiva d’urgenza allestita nella cappella del secondo piano, prima del trasferimento. Gli altri figuranti sono stati accolti nella sala riunioni della direzione medica e poi accompagnati ai mezzi di soccorso. Tra i casi simulati anche una paziente in puerperio.
Durante l’esercitazione è stato inscenato anche un guasto a un ascensore, con intervento dei vigili del fuoco per lo sblocco, a dimostrazione della complessità operativa prevista.
Una macchina organizzativa imponente
A seguire le operazioni erano presenti la Direzione Generale di Areu, il Prefetto di Mantova Roberto Bolognesi, i sindaci di Borgo Mantovano Alberto Borsari e di Poggio Rusco Fabio Zacchi, il responsabile regionale della Protezione Civile e la consigliera regionale Paola Bulbarelli. La direttrice generale di Asst Mantova Anna Gerola ha espresso grande soddisfazione: «Ho assistito a un lavoro complesso, frutto della sinergia tra moltissimi operatori, istituzioni e forze esterne. Questa simulazione dimostra la capacità del sistema di reagire a un’allerta reale».
Entusiasta anche il direttore medico del presidio, Adriano Verzola: «Un’esperienza unica. Ho visto all’opera persone di grande competenza, capaci di gestire una situazione straordinaria con professionalità. L’esercitazione ha richiesto mesi di preparazione e ha coinvolto tutto l’ospedale con grande spirito di squadra».
Exe Po2026, maxi‑esercitazione conclusa: testati sistemi e coordinamento interregionale
L’esercitazione Exe Po 2026 ha rappresentato una delle più vaste operazioni di Protezione Civile mai realizzate sul bacino del Po. L’iniziativa ha coinvolto 4 Regioni, 5 Province lombarde, 5 Prefetture, circa 250 Comuni interessati dal sistema di allertamento e oltre 30 Comuni impegnati direttamente negli scenari operativi. Ogni giorno sono stati attivi circa 350 volontari di Protezione Civile.
Coordinata dal Dipartimento di Protezione Civile, in collaborazione con Aipo – Agenzia Interregionale per il fiume Po e con le Regioni Lombardia, Piemonte, Emilia‑Romagna e Veneto, l’esercitazione ha avuto l’obiettivo di verificare l’efficacia dei flussi informativi, delle procedure operative e delle modalità di coordinamento tra le diverse componenti del Servizio Nazionale di Protezione Civile in uno scenario di piena eccezionale che ha interessato l’intero bacino del Po e alcuni affluenti strategici, come Sesia e Tanaro. Lo scenario ha riprodotto condizioni analoghe a quelle dell’alluvione dell’ottobre 2000, mettendo alla prova la capacità di risposta del sistema.
Attività e verifiche svolte
Nel corso delle operazioni sono stati testati: sistemi di allertamento nazionale e regionale, flussi informativi tra enti e sale operative, coordinamento tra strutture operative e volontariato, gestione delle persone con esigenze specifiche, soccorso e assistenza agli animali, funzionamento di un modulo europeo ad alta capacità di pompaggio (HCP) destinato al Meccanismo Unionale
Le attività si sono svolte sia tramite l’attivazione delle sale operative e dei centri di coordinamento, sia attraverso esercitazioni sul territorio in modalità tabletop (posti di comando) e in scala reale.
Strutture coinvolte
Exe po 2026 ha attivato e messo alla prova: Centri Operativi Comunali (COC), Centri di Coordinamento dei Soccorsi (CCS/COV), Sale Operative Regionali (SOR) e provinciali (SOP), Centri regionali di coordinamento tecnico idraulico, Unità di Comando e Controllo (UCC) del bacino del Po, Comitato Operativo nazionale, Unità di Crisi Regionale
Particolare attenzione è stata dedicata alla verifica dell’organizzazione dei principali centri operativi e alla capacità di attivare rapidamente le strutture di comando e controllo. L’esercitazione ha così permesso di valutare la tenuta del sistema in uno scenario complesso e interregionale, confermando l’importanza della cooperazione tra istituzioni, tecnici e volontari.
Test IT-alert, messaggio sui cellulari in una vasta
area del Mantovano
Sempre oggi, venerdì 26 giugno, alle ore 14, una vasta area della provincia di Mantova è stata interessata dal test IT-alert legato alla simulazione del collasso della diga di Salionze. Il messaggio di prova, accompagnato dal caratteristico segnale acustico, è arrivato sui telefoni cellulari delle persone presenti nel territorio coinvolto. Il messaggio ricevuto è stato il seguente: TEST TEST Questo è un MESSAGGIO DI TEST IT-alert. È in corso la SIMULAZIONE del collasso di una diga nella zona in cui ti trovi. Per conoscere il messaggio che riceverai in caso di reale pericolo e per compilare il questionario vai su www.it-alert.gov.it TEST TEST
Lo scopo dell’iniziativa era verificare il corretto funzionamento del sistema e la sua capacità di raggiungere in modo rapido e capillare la popolazione presente sul territorio. Il messaggio inviato riportava chiaramente l’indicazione che si trattava di una simulazione e conteneva il collegamento al sito ufficiale di IT-alert, dove i cittadini possono consultare ulteriori informazioni e compilare il questionario predisposto per raccogliere osservazioni sulla ricezione dell’avviso. I contributi raccolti saranno fondamentali per valutare l’efficacia del sistema, verificare la corretta ricezione dei messaggi e supportare il continuo miglioramento dello strumento di allarme pubblico nazionale. Iniziative come questa consentono inoltre di raccogliere indicazioni preziose da tutte le categorie di utenti, con particolare attenzione alle persone con disabilità, agli anziani e ai cittadini che hanno una minore familiarità con gli strumenti digit


















