MANTOVA – La coltivazione del pioppo nel territorio mantovano continua a crescere, superando i 7mila ettari, spinta dalla forte domanda dell’industria di trasformazione e da prezzi di mercato favorevoli. Tuttavia, secondo Confagricoltura Mantova, è necessario fare di più per rafforzare il settore e avvicinarsi alla copertura del fabbisogno nazionale, che ammonta a 2 milioni di metri cubi di legname all’anno, mentre la produzione interna ne garantisce attualmente solo la metà.
Nei giorni scorsi, Confagricoltura Mantova ha partecipato alla sottoscrizione di un accordo interregionale per lo sviluppo della filiera del pioppo, che coinvolge Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. La Regione Lombardia, con l’Assessore all’Agricoltura e Sovranità Alimentare Alessandro Beduschi, è capofila dell’intesa. “Questo accordo rappresenta un passaggio importante lungo un percorso iniziato proprio a Mantova oltre dieci anni fa – ha dichiarato Fabio Boccalari, Presidente della Sezione Economica di Pioppicoltura e Arboricoltura di Confagricoltura Mantova – con l’obiettivo di rafforzare la filiera e aumentare la disponibilità di materia prima nazionale per l’industria del legno, della carta e dell’energia rinnovabile.”
Grazie a questo impegno, la superficie coltivata a pioppo in Italia è passata da 38mila a 60mila ettari, di cui 26mila solo in Lombardia. Un risultato significativo, ma ancora parziale rispetto alle potenzialità del settore. “L’intesa tra le cinque Regioni è un passo avanti decisivo – prosegue Boccalari – anche perché, per la prima volta, coinvolge i due principali sistemi di certificazione forestale: PEFC e FSC. Ora è fondamentale passare alla fase operativa, pianificando le superfici e superando le differenze normative tra le Regioni, che spesso ostacolano gli investimenti su terreni confinanti.”
Confagricoltura Mantova sottolinea inoltre l’importanza di una posizione univoca a livello europeo, affinché il pioppo venga riconosciuto non solo per il suo valore economico, ma anche per il suo ruolo strategico nella sicurezza idrogeologica e nella protezione dei territori in caso di piene fluviali. “In un’epoca segnata dal cambiamento climatico – conclude Boccalari – coltivare pioppo significa anche investire nella resilienza ambientale. È una scelta che guarda al futuro.”















