PORTO MANTOVANO – Un verbale che ribalta il senso di una decisione consiliare. È un atto molto duro quello firmato dai capigruppo di opposizione del Partito Democratico, Porto Punto e Voi per Porto – Vanessa Ciribanti, Giuseppe Pernigotti, e Giampaolo Voi, – che accusano l’Amministrazione comunale di Porto Mantovano di aver “stravolto” il voto del Consiglio sulla fusione tra Siem e Tea.
Nel documento, le minoranze parlano apertamente di un “travisamento del voto dei Consiglieri” e chiedono un chiarimento immediato della sindaca, oltre alla correzione formale della delibera, minacciando in caso contrario la convocazione di un Consiglio comunale urgente. «Siamo costretti a intervenire nuovamente sul progetto di fusione tra Siem e Tea alla luce di fatti gravi che impongono un chiarimento immediato da parte dell’Amministrazione», scrivono i firmatari.
I capigruppo ricordano che il Consiglio comunale del 22 dicembre ha affrontato una questione «di grande delicatezza», che incide «sul futuro di due società partecipate e, di riflesso, sugli equilibri economico-finanziari del Comune», socio sia di Siem sia di Tea. Secondo l’opposizione, la fusione avrebbe dovuto procedere insieme all’adesione del Comune al piano provinciale dei rifiuti di Mantova Ambiente, scelta che però l’Amministrazione ha deciso di non compiere. «Una decisione che ha gravemente compromesso la sostenibilità del progetto di fusione, aggravando la già fragile situazione di Siem ed esponendola a un concreto rischio di insolvenza. Uno scenario che, sottolineano, potrebbe ricadere direttamente sulle casse comunali e quindi sui cittadini di Porto Mantovano» avvertono.
Il verbale che ribalta l’esito del voto
Ma il vero terremoto politico nasce dal verbale del Consiglio comunale pubblicato il 27 gennaio, firmato dal Presidente del Consiglio e dal Segretario comunale. «In
tale atto ufficiale sottoscritto dal Presidente del Consiglio e dal Segretario Comunale, si
legge che il Consiglio Comunale avrebbe deliberato di “esprimersi contrario sul progetto
di fusione”, in palese contraddizione con quanto avvenuto in aula circa l’esito del voto,
espresso invece a favore»
«Il verbale, così come pubblicato, modifica in modo sostanziale l’espressione di voto dei Consiglieri, attribuendo loro una volontà diversa da quella effettivamente manifestata – denunciano i consiglieri – Un travisamento che colpisce tutta l’assemblea ma che riguarda in modo diretto i consiglieri di maggioranza, ai quali viene formalmente attribuita «una posizione opposta rispetto a quella che ritenevano di aver espresso».
“Così si svuota il ruolo del Consiglio”
L’episodio, secondo l’opposizione, mina alle fondamenta il funzionamento democratico dell’ente. «Da oggi in avanti i Consiglieri saranno costretti a verificare con estrema attenzione ogni verbale, consapevoli che l’espressione del loro voto può essere completamente stravolta negli atti ufficiali», scrivono Ciribanti, Pernigotti e Voi. «È una situazione inaccettabile in un’istituzione democratica, dove il verbale non è una mera formalità, ma un atto che fa fede giuridica, politica e amministrativa. Ancora più grave, aggiungono, è che il travisamento sia stato avallato dalla sottoscrizione del Presidente del Consiglio, del Segretario comunale e della sindaca, che in quanto capo dell’Amministrazione ha il dovere di vigilare sulla correttezza degli atti». I gruppi di opposizione ricordano inoltre che già durante la seduta avevano segnalato «l’ambiguità inaccettabile» della delibera, che proponeva contemporaneamente di “esprimersi a favore/contrario”, rendendo poco chiaro l’oggetto del voto. Oggi constatiamo che quanto da noi denunciato ha prodotto un vero e proprio corto circuito istituzionale».
“Subito un chiarimento pubblico”
Per questo i capigruppo chiedono ora un intervento. «Riteniamo indispensabile un chiarimento pubblico e immediato da parte della sindaca e l’immediata correzione della delibera. In caso contrario chiederemo formalmente la convocazione di un Consiglio comunale urgente affinché quanto accaduto venga chiarito in modo pubblico, puntuale e definitivo» concludono i capigruppo di opposizione.
















